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I DATI

Ravenna, agroalimentari e petrolio trainano le percentuali in crescita anche a gennaio

Abbastanza bene i container, i ro-ro no. Exploit dei prodotti chimici: più che raddoppiati

Il porto di Ravenna in una veduta dall’alto

RAVENNA. Partenza sprint nel primo mese dell’anno per il porto di Ravenna, a giudicare dai primi dati rilevati dal Port Community System, il sistema che raccoglie le informazioni riguardanti le navi in arrivo nello scalo ravennate. La movimentazione complessiva di gennaio è stimata in «quasi 2,3 milioni di tonnellate», che valgono «un incremento del 18,6%» rispetto a dodici mesi prima. È l’identikit della tendenza che salta fuori dalle cifre fornite dall’area programmazione e sviluppo dell’Authority ravennate guidata da Francesco Benevolo.

Come la “Gazzetta Marittima” ha segnalato a più riprese passando al vaglio di mese in mese i dati, a trainare la crescita dei traffici del porto di Ravenna si confermano le merci agroalimentari solide: figurarsi che nel primo mese dell’anno, secondo una prima analisi dei dati, dovrebbero far registrare «un incremento del 76,7%, con oltre 240 mila tonnellate in più movimentate rispetto a gennaio dello scorso anno». Analogo è l’incremento messo a segno dalle merci petrolifere: più 75,2% in gennaio, cioè oltre 150 mila tonnellate in più.

Benché i numeri non siano ancora straordinari, è da non trascurare il fatto che si siano contati più di 15mila teu sul fronte dei container in gennaio: è una tendenza positiva, anche se per appena tre punti in termini di teu (mentre dal punto di vista delle tonnellate di merce la crescita stimata è almeno quattro volte tanto (più 12,5%).

Francesco Benevolo, presidente dell’Authority di Ravenna

Dal punto di vista delle percentuali, il segnale più incoraggiante giunge dai prodotti chimici solidi: quel più 151,5% significa che i traffici sono «più che raddoppiata». Ugualmente in segno positivo è risultato l’andamento di altri settori tradizionali dello scalo: a cominciare dai concimi (più 17,3%) e dagli agroalimentari liquidi (più 12,2%). Il segno “più” vale anche per i materiali da costruzione ma in misura decisamente limitata: tale da non raggiungere nemmeno i tre punti percentuali.

Tutto rose e fiori? No, restano alcune tipologie che non riescono a veder rosa: ad esempio, sono in calo i traffici di prodotti metallurgici (meno 12,9%) ma a pesare negativamente sono principalmente i prodotti chimici liquidi (meno 45,3%). Nessuna luce sul versante delle “autostrade del mare”: il numero dei trailer spediti via nave è calato del 5,6%.

L’ultima sottolineatura riguarda il tasso di “ferroviarizzazione”: i dati definitivi del 2025 sull’intermodalità ferroviaria dicono che, nell’arco dei dodici mesi dello scorso anno, sono stati movimentati in porto 7.592 treni movimentati (158 treni in meno rispetto al 2024), complessivamente stiamo parlando di 3,69 milioni di tonnellate di merce (più 3,8% rispetto al 2024).

Pubblicato il
11 Febbraio 2026

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