Pirateria, i costi ormai alle stelle salve solo le navi con i “marines”

Secondo Maersk quest’anno dovrà spendere duecento milioni di dollari, il doppio dell’anno scorso – Timori anche dalle compagnie di assicurazione, che rischiano di ritirarsi

LONDRA – Mentre finalmente anche l’Italia sembra essersi accorta che le sue navi senza scorta armata a bordo sono vittime predilette dei pirati somali, lo shipping mondiale fa i conti su quello che la pirateria del Corno d’Africa sta costando. E sono costi che, lungi dal riguardare solo gli armatori, ricadono a pioggia sulla catena logistica, a partire dai prezzi delle assicurazioni. Né fanno testo le (poche) operazioni militari post-sequestro per liberare equipaggi e navi: come quella illustrata dalla foto con i “marines” olandesi che si calano su una nave, operazione finita bene in quanto l’equipaggio si era asserragliato in una cala blindata fuori dalla portata dei pirati. In quasi tutti i casi, i pirati una volta riusciti a salire a bordo si fanno scudo degli equipaggi e non è possibile alcun intervento militare dall’esterno.

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