Dove va l’ortofrutticolo per mare

Il passaggio dalle navi “reefer” ai containers e il valore aggiunto delle lavorazioni allo sbarco

GENOVA – A Genova ne hanno fatto oggetto di uno studio approfondito a livello internazionale: ovvero, il cambio “storico” dei vettori di trasporto dei prodotti agroalimentari dalle tradizionali e ormai semi-superate navi reefer ai containers refrigerati. Con tanto di cartina (apparsa su “Il Secolo XIX”) dei principali porti specializzati nello sbarco. Con la recente perdita delle banane della Dole a Livorno a favore di Civitavecchia – ma non è detto che non possano parzialmente essere convertite in traffico containers: ci sono ormai centinaia di prese elettriche dedicate, in particolare sia al Reefer della Cilp sia sul terminal Lorenzini – la caduta di quest’ultimo porto sembra favorire i tradizionali concorrenti sul Tirreno; che peraltro non se la passerebbero benissimo, visto che tutti i terminal reefer sono in questo momento sotto attacco.

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