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Carburanti gli aumenti e i rimedi

LIVORNO – Parliamo, lo capisco, delle gozzanane piccole cose di pessimo gusto. Perché mentre il Paese va a fondo – qualcuno ancora si ostina romanticamente a chiamarci Patria – dissertare sul prezzo della benzina e del gasolio sembra davvero minimalista. O peggio, tentativo di sabotare il salvataggio.

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Eppure, consentiamoci un attimo di riflessione. Minimalista, ma concreta. L’intera Europa ci grida che va rilanciata l’economia, che dobbiamo produrre a costi più concorrenziali e tagliare invece le rendite improduttive? D’accordo: ma siamo certi che la ricetta giusta sia mandare alle stelle il prezzo dei carburanti? Al costo alla pompa più alto d’Europa si sono aggiunte in pochi giorni le addizionali nazionali per le missioni all’estero, quelle regionali per le alluvioni, quelle di nuovo nazionali per le stesse calamità. Oggi leggiamo che nel Maxi-emendamento governativo è previsto un ulteriore aumento delle accise sui carburanti per il 2012 e il 2013, per garantire il “bonus fiscale” ai distributori. La benzina a quasi 2 euro al litro e il gasolio pressoché a costo uguale non sono più negli incubi, si avvicinano alla realtà.

Una cura indispensabile? Forse. Ma non c’è bisogno di essere economisti per capire che ogni aumento sui carburanti si riflette a cascata, attraverso i servizi, su nuovi aumenti del costo della vita. E che rende sempre meno competitivo il sistema, specie a fronte di un autotrasporto – già in ginocchio per i noti motivi – che viene schiacciato da una concorrenza europea a costi dimezzati. I camion rumeni, o polacchi, o bulgari, fanno carburante in largo eccesso nei loro paesi e non si riforniscono certo in Italia. E così via.

E’ un dettaglio? Mica tanto, se si considera che l’Italia dipende dall’autotrasporto su strada per quasi il 90% del totale. E sull’autotrasporto – che certo, andrebbe razionalizzato ed ammodernato – incidono in questi giorni aumenti a raffica: oltre ai carburanti le gomme, le assicurazioni, i pedaggi autostradali, le multe a volte vessatorie. Si aggiunga la proposta di alcuni senatori (del Pd, specifica una nota di Fita-Cna) di tagliare i finanziamenti governativi all’autotrasporto. Siamo, in sostanza, al dito che indica la Luna: e a cercar rimedi fermandoci al dito. Ma si può?

A.F.

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Pubblicato il
12 Novembre 2011

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