Fratelli Neri promuove una nuova iniziativa in tandem con Ltm
Sotto i riflettori il terminal delle “autostrade del mare” in Darsena 1

La vecchia sede di biglietteria e uffici di Ltm a Livorno nella zona del varco Galvani
LIVORNO. Il porto di Livorno non è solo Darsena Europa: anzi, ormai da ben più di una quindicina d’anni le “autostrade del mare” sono la prima tipologia di traffico del porto di Livorno e, al tempo stesso, Livorno è lo scalo numero uno in Italia in questo settore. Eppure è da mesi e mesi sul tavolo una questione incandescente da affrontare: la crisi di Ltm, terminal che è uno dei principali operatori nel campo dei ro-ro, i semirimorchi spediti via nave.
La famiglia dell’imprenditoria portuale livornese Neri, attraverso le società controllate, si è fatta avanti per far uscire dall’impasse la situazione. La concessione di Ltm era scaduta alla fine del dicembre scorso: adesso opera in virtù di una autorizzazione all’occupazione temporanea fino a fine anno, intanto che va avanti una «pubblica consultazione preliminare di mercato» per arrivare poi «all’avvio del procedimento di rilascio di una nuova concessione demaniale pluriennale». Ma è chiaro che al terminal, per il peso specifico che ha nel porto di Livorno, si dovrà dare una soluzione di più ampio respiro.
Cosa accade adesso? La Fratelli Neri ha avviato un percorso che porterà a rilevare il controllo della società alla quale Ltm conferirà il ramo d’azienda che si occupa delle attività portuali nel terminal di Darsena Uno dedicato alle “autostrade del mare”. L’ingresso dei Neri avverrà tramite aumento di capitale riservato così che la Fratelli Neri salirà fino ad avere il 66,67% delle quote, il restante rimane in mano alla vecchia proprietà: in tal modo si viene a creare una sinergia tra gruppo Neri e Ltm che manifesterà la propria iniziativa per la salvaguardia dell’occupazione e il rilancio del terminal.
M.Z.











