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E sull’LTM continua il tiro alla fune

LIVORNO – Alla fine, sembra che nessuna delle due parti in causa abbia davvero una fretta maledetta di concludere lo scontro. Perché sull’LTM (Livorno Terminal Mediterraneo) lo scannarsi tra i due soci, Cilp e Renzo Conti & C, da qualche tempo ha messo la sordina.

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Sarà che entrambe le parti cercano di lavorare l’avversario alle costole, o meglio sotto la cintura. Sarà che anche il bilancio di quest’anno si chiuderà con un attivo, sia pure non esaltante perché non è esaltante il comparto dei ro/ro nel rinnovarsi della crisi dei consumi. Sarà infine – terza ipotesi: guardate quante ve ne offro – che entrambe le parti hanno altre gatte da pelare e forse hanno raggiunto un accordo più o meno di sostanza, se non di forma, per una soluzione “di mercato”. Che sarebbe poi una specie di contrattazione sui valori dell’azienda: chi offre di più se la tiene.

Intanto, dopo lunghe tergiversazioni, il bilancio che inizialmente era stato rifiutato dalla componente Cilp è stato approvato. E nel frattempo sembra saltata anche la perizia che era stata affidata a un tecnico per valutare il valore di partenza dell’LTM. Nessuna delle due parti avrebbe accettato la perizia nei suoi valori e quindi ci si affiderebbe alla classica soluzione dell’offerta più alta. Che ancora non c’è ma che sarebbe vicina.

Sia Enzo Raugei che Renzo Conti – i due capicordata che si contendono l’LTM – non si lasciano scappare una parola sulla vicenda. C’è da capirli, vista la delicatezza del tema. Tra l’altro il terminal è entrato nell’occhio del ciclone della “razionalizzazione” che l’Autorità Portuale di Gallanti intende proporre per i ro/ro, nella difficile prospettiva di mettere insieme tutti i terminalisti del comparto. Insomma, ce n’è abbastanza per prendere altro tempo prima di assumere decisioni societarie definitive. Come nel tiro alla fune, alla fine vince non chi strappa più forte ma chi resiste di più.

A.F.

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Pubblicato il
12 Novembre 2011

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