La grande sfida dei bacini di carenaggio

Da Napoli a Genova, da La Spezia a Livorno, tutte le principali iniziative del settore

Nella foto (Scovavento): il bacino da 350 metri e a fianco quello galleggiante da 180 metri.

NAPOLI – La guerra dei bacini di carenaggio nei porti italiani sta combattendosi a tutti i livelli, con coinvolgimenti in particolare degli scali del Tirreno.

A Napoli, dove esiste una consolidata tradizione di riparazioni navali, siamo all’ultima fase dei ricorsi al Tar tra Nuova Meccanica Navale e Palumbo per le autorizzazioni sul nuovo bacino galleggiante da 300 metri, richiesto dai riparatori navali su sollecitazione anche degli armatori. E’ di questi giorni anche la conferma – sottolineata dalla stessa Autorità Portuale di Napoli – che la stessa MSC avrebbe garantito a un eventuale bacino di carenaggio di dimensioni adeguate – e ovviamente superiori a quelle dei bacini già esistenti – la manutenzione di oltre 300 navi all’anno della sua grande flotta.

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