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Sconti, super-sconti e vuoti

LIVORNO – D’accordo, è sempre sbagliato far di tutt’erba un fascio. Però troppe diversità tra i nostri e gli altrui prati, qualche considerazione finiscono per meritarla. Il prato del vicino è sempre più verde? Forse si può applicare anche ai porti. Vediamolo.


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Leggo nelle agenzie specializzate che dal 1º gennaio scorso la Grand Port Maritime di Le Havre ha varato una riduzione di almeno il 10% della tassa di ancoraggio per le navi fullcontainers con un indice di impatto ambientale “corretto”. Conta l’ESI (Environmental Ship Index) che è stato codificato da buona parte degli scali del Nord Europa. Inutile dire che oggi tutte o quasi le moderne fullcontainers hanno un ottimo ESI, per cui si può parlare di sconto quasi generalizzato. Che penalizza, ovviamente, i porti dove le tasse sono applicate per intero, come i nostri. Parafrasando Andreotti, lo sconto logora chi non lo fa.

Mi fermo? No è solo il prologo. La notizia vera è che l’Autorità Portuale di Barcellona ha deciso di fare uno sconto generalizzato di 5 milioni di euro ai terminalisti, tagliando i costi delle concessioni. Il suddetto bonus sarà limitato ai terminal che operano nel settore del cargo, compresi i contenitori, per aiutarli a sostenere il momento di crisi e incentivarli a migliorare strutture e sistemi operativi, in attesa dei tempi migliori. Quindi: niente sconto per i terminal che operano nelle crociere o nei passeggeri dei traghetti, ma aiuti concentrati sui traffici containers e general cargo. Pare che il bersaglio diretto sia Valencia, che sta facendo tremare le banchine di Barcellona: ma certo non è un regalo per i porti italiani del range tirrenico.

Sorge spontanea la domanda: e da noi? Da noi, anche volendo trascurare il pasticciaccio brutto delle regioni Toscana e Marche che hanno “sparato” nuove tasse regionali proprio sui terminal portuali – ne abbiamo parlato e ne parliamo anche in questo numero – nessun segnale da Roma.

Qualche Autorità Portuale si è mossa autonomamente, sulla base di un decreto dell’allora ministro alle Infrastrutture Matteoli, ed ha tagliato le tasse d’ancoraggio (Gioia Tauro) o si appresta a tagliarle di nuovo in forma diversa dopo averle rimesse in auge (Trieste). Ma sono iniziative sporadiche, che non hanno certo l’ìmpatto di una scelta strategica. Come a dire: ciascuno balbetta per se, disordinatamente, nel vuoto legislativo. E se questa è l’Italia dei porti…

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
4 Febbraio 2012

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