Relitto della “Concordia” i tanti dubbi sul recupero

ISOLA DEL GIGLIO – Spenti i riflettori dei media mondiali sulla tragedia della Costa Concordia, è cominciata adesso la fase più difficile, più rischiosa e con le maggiori incognite: quella per riportare in galleggiamento l’enorme relitto e quindi rimorchiarlo via. Integro, come prevede la gara vinta da Titan & Micoperi. Dove, non si è ancora ben capito: perché dipenderà dagli accordi intercorsi tra i recuperatori, la Costa Crociere e – secondo le voci che circolano – da Fincantieri.

Rimettere a galla pressoché integro un immenso relitto che già ha dato evidenti segni di collasso sarà una prova da far tremare i polsi. E se i 300 e oltre metri della Concordia dovessero spezzarsi durante il tentativo, o scivolare nell’abisso sulla cui cresta sono piantati in modo relativamente instabile, non ne risentirebbe solo il prestigio di Titan C. ma diventerebbe a rischio l’intera missione di salvare dall’inquinamento l’isola del Giglio, l’Argentario e metà del Santuario dei Catacei.

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1 COMMENTO

  1. Tutti i dubbi sono legittimi… a partire dal fatto che si cerca di confondere una grande ditta che sì, avrebbe potuto fare il recupero, ma cessata nell’86, con una (diversa,non collegata e non conseguente, di tutt’altre dimensioni) nata altrove 10 anni dopo con lo stesso nome, e della quale non si conoscono affatto le capacità.

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