Trieste e la zona franca dalla proposta a realtà

L’impegno delle istituzioni e il plauso degli imprenditori – Maneschi; per la prima volta si fa sul serio

TRIESTE – Pieno appoggio alla verifica definitiva del regime di zona franca del Porto di Trieste. E’ il momento in cui si deve premere sull’acceleratore per riuscire a completare in maniera definitiva di tasselli necessari per la completa applicazione dei vantaggi stabiliti dal Trattato di Parigi del 1947.

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1 COMMENTO

  1. Alto Adriatico, per rilanciare la portualità non basta puntare soltanto sull’ottimizzazione dello sfruttamento dei Punti Franchi o sul fare sistema tra i vari Scali “progetto Napa” affacciati su questo mare.

    Ormai e più di un trentennio che mentre i nostri concorrenti vicini e lontani sono passati con invidiabile lungimiranza dalle parole ai fatti concreti, mettendo in cantiere rilevanti opere infrastrutturali per far si che i loro sbocchi al mare siano in grado di assecondare le notevoli e crescenti esigenze del mercato e dell’armamento >>> http://portualita-del-terzo-millennio.jimdo.com noi ci continuiamo a crogiolare con i soliti tre ritornelli “posizione strategica/fondali adeguati/Punti franchi” tutti elementi che con banchine e collegamenti adeguati potrebbero rilevarsi certamente determinanti per il futuro della Portualità Adriatica e delle nostre economie, ma che purtroppo date le nostre gravi carenze infrastrutturali sono attualmente ininfluenti poiché le potenzialità dei nostri sbocchi al mare non ci consentono di poter intercettare una significativa quota di quei notevoli flussi merceologici in transito nel Mediterraneo.

    Quindi sarebbe opportuno che anche dalle nostre parti si passi finalmente dalle colorite ma purtroppo inconcludenti tavole rotonde e convegni ai fatti concreti e si cerchino alleanze a livello Comunitario che Internazionale per reperire i notevoli investimenti che ci consentano finalmente di poter eliminare i colli di bottiglia che stanno penalizzando la fruibilità del Corridoio Baltico e realizzare le tratte del Corridoio N 5 che ci interessano da vicino e coinvolgere dei partner adeguati per poter realizzare nell’Alto Adriatico almeno un terminal contenitori che sia in grado di movimentare annualmente non qualche centinaio di migliaia di contenitori ma parecchi milioni >>> http://superporto-regione-f-v-g.jimdo.com .

    Chiaramente pur apprezzando gli ottimi risultati recentemente ottenuti da alcuni Scali dell’Alto Adriatico dobbiamo anche constatare che purtroppo la loro saturazione operativa non è ormai molto lontana è quindi soltanto se saremo in grado nel prossimo decennio d’intervenire sui nostri attuali collegamenti gomma/rotaia per potenziarli e renderli compatibili ed interfacciabili con le reali esigenze dei flussi merceologici ed anche realizzare almeno un moderno terminal che si caratterizzi per dimensioni e potenzialità e poter quindi sanare almeno in parte i danni provocati dal nostro trentennale immobilismo infrastrutturale, potremo adeguatamente sfruttare le nostre evidenti notevoli peculiarità e coronare finalmente quello che per ora rimane soltanto un nostro sogno “scalfire lo strapotere dei porti nord europei” e spostare un po’ più a sud il baricentro del Sistema Trasportistico Comunitario, per poter beneficiare delle opulente e notevoli opportunità economico/occupazionali offerte dalla portualità e dalla logistica di retroporto.

    BRUNELLO ZANITTI Giuliano

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