Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Le infinite contese per l’ex Seal sulla sponda Est

Da terminal per le Autostrade del mare a promessa al TCO, con le ultime variabili industriali

LIVORNO – Ne hanno parlato, scritto o dissertato in molti: forse in troppi, e forse anche con poca cognizione di causa. Perché la richiesta presentata da due team industriali per insediare sulla sponda est della Darsena Toscana altrettante imprese, sia pure ancora all’inizio di un iter che come tutti gli iter del genere in Italia rischia d’essere annoso, già ha scatenato aspettative, timori e qualche protesta.

Se ne parlerà quasi certamente, sia pure come comunicazione presidenziale, nel prossimo comitato portuale dell’Authority di Giuliano Gallanti. Nel frattempo, bisogna prendere atto di una realtà: i timori che i due insediamenti possano togliere spazio a chi già opera sulla sponda Est e specialmente a chi vi è destinato – Leggi terminal rinfusi del TCO – pareggiano le speranze di chi, seguendo le poche indicazioni emerse dalla Port Authority, parla di 50 milioni di euro di investimenti e di 100/200 posti di lavoro entro un biennio.

[hidepost]Di contro, le richieste riguardano 20 mila mq per Base & TIPR e di 23 mila mq per Masol, più un’altra fetta di quasi altrettanti spazi dell’area ex Seal compreso un pezzo di banchina. Dietro le richieste, come già pubblicammo, carpenteria meccanica per Base e TIPR e per l’insediamento più importante, il trattamento e la raffinazione di bio-carburanti per un colosso indonesiano del comparto.

Se intorno ai bio-carburanti ricavati dagli oli vegetali ci sono di questi tempi parecchie idee anche contrarie (vedi a parte) il vero cuore del dibattito riguarda le aree e i capannoni ex Seal alla radice della banchina sulla sponda Est della Darsena Toscana. Proprio in questi giorni è stata messa mano alle palancole per completare il banchinamento dell’area, e occorreranno altri mesi – almeno una dozzina – prima che l’opera sia completata, dopo anni ed anni di attesa. Ma il vero nodo della vicenda è rappresentato dagli impianti – da tempo in disuso, per non dire in decadenza – dell’ex Seal: un complesso realizzato a tempo di record quando la Compagnia portuali di Italo Piccini fece il colpo grosso di assicurarsi il trattamento delle “navi dei veleni”, successivamente utilizzato sporadicamente per bonifiche dell’amianto, e poi acquistato (secondo il tribunale che sta ancora verificando le cose con un paio di imputati eccellenti, compreso l’ex segretario generale dell’Authority portuale) dalla stessa Port Authority con i fondi per le Autostrade del mare. Di fatto, l’area non ha mai visto niente delle Autostrade del mare, è di proprietà (almeno in parte) della stessa Authority, e secondo la prima bozza del piano regolatore dovrebbe accogliere la delocalizzazione del TCO, ovvero del terminal delle rinfuse che chiede da tempo di andarsene dalla calata Orlando.

Il nodo da sciogliere sembra di lana caprina, anche se Gallanti e Provinciali (non dimentichiamo che sulla pianificazione portuale è il segretario generale dell’Authority ad avere la responsabilità in prima persona) assicurano che la previsione di delocalizzare sulla sponda Est il TCO non verrà tradita. Non c’è dunque che da attendere. Nella speranza che come a volte capita – e non solo a Livorno – le attese per le decisioni non richiedano tempi infiniti.

A.F.

[/hidepost]

Pubblicato il
6 Ottobre 2012

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio