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La riforma ridurrà le Autorità di Sistema Portuale?

Stanno velocemente sollevandosi i veli sul testo della riforma Rixi della portualità nazionale, di cui abbiamo già anticipato il tema focale, la creazione della “Porti d’Italia spa” totalmente pubblica. L’articolato Rixi è di circa 66 articoli, con alcune proposte – come già detto, dovrà passare all’esame delle Camere – certamente innovative: per alcuni commentatori interessanti, per altre preoccupanti per l’accentramento quasi totale delle decisioni sullo Stato.

C’è anche un altro punto che riprende vecchie istanze, sempre tradite:  la possibilità di riduzione del numero delle Autorità di sistema portuale: «Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , valutate le interazioni fra le piattaforme logistiche e i volumi di traffico, può essere ulteriormente modificato il numero delle Autorità di sistema portuale. Con la medesima procedura sono individuati i volumi di traffico minimo al venir meno dei quali le Autorità di Sistema Portuale sono soppresse e le relative funzioni sono accorpate».

Qualche esempio di altri punti innovativi. L’articolo 4-ter stabilisce la «individuazione delle infrastrutture strategiche del settore portuale da realizzare in via prioritaria» e afferma che, «al fine di potenziare il sistema della Rete italiana della portualità e di valorizzare le aree e i beni del demanio marittimo secondo una visione unitaria e integrata, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza nazionale di coordinamento delle Autorità di sistema portuale, […] individua con proprio decreto, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, […] le infrastrutture strategiche di trasporto marittimo di interesse generale e di rilevanza internazionale e nazionale da realizzare in via prioritaria»: «Il decreto definisce pure, in ordine di priorità, l’elenco degli interventi strategici di realizzazione di nuove opere infrastrutturali e di manutenzione straordinaria nelle aree ricomprese nella circoscrizione delle Autorità di sistema portuale».

L’elenco – specifica l’articolo – «è trasmesso a ciascuna Autorità di sistema portuale territorialmente competente per l’acquisizione dei pareri dell’autorità marittima, dell’azienda sanitaria locale e del comando provinciale dei vigili del fuoco, prodromici all’approvazione ed esecuzione degli interventi affidati alla Porti di Italia S.p.A.». Gli interventi inseriti in questo elenco di «infrastrutture strategiche di trasporto marittimo di interesse generale e di rilevanza internazionale e nazionale da realizzare in via prioritaria» viene specificato che non saranno «assoggettati alla procedura di valutazione ambientale strategica (Vas)».  Una complicazione di meno e tempi più rapidi, come obiettivo.

  Entro il 30 settembre di ciascun anno – è  specificato nei successivi articoli – la Porti d’Italia S.p.A. trasmette al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero dell’economia e delle finanze «una relazione sullo stato di attuazione dell’accordo di programma, ivi compreso lo stato di avanzamento delle opere e degli interventi».

A.F.

Pubblicato il
22 Ottobre 2025
di A.F.

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