Sulla crisi dell’agenzia Agelp solleciti per un vertice in Authority
Il patto formato per il lavoro deve essere seguito, secondo il partito, da soluzioni operative a breve
LIVORNO – Dal partito di rifondazione comunista (circolo portualità) arriva un sollecito ad affrontare la crisi di Agelp, sulla quale è stato peraltro firmato di recente un “patto sul lavoro” che potrebbe preludere a un sostanziale miglioramento dell’agenzia.
[hidepost]“La crisi che sta colpendo il nostro scalo – scrive Lorenzo Cosimi per il partito di rifondazione comunista – presenta delle peculiarità negative rispetto al panorama nazionale. Ciò è dovuto in gran parte all’assenza di progettualità e programmazione che ha caratterizzato l’ultimo decennio di governo del porto, accumulando gravi ritardi sul piano delle infrastrutture di base.
“Negli ultimi anni – continua Cosimi – vi è stata anche una forte frammentazione funzionale ed una deregolamentazione che ha di gran lunga superato quelle realtà che vengono considerate “critiche” dalle organizzazioni sindacali nazionali (Venezia, Trieste). Ciò è avvenuto in una generale sottovalutazione politica di questi fenomeni (vedi Fondo Classidra/Sintermar), che oltre ad un forte squilibrio sociale hanno impoverito il porto di Livorno, spostando quote di reddito al di fuori dello scalo e della città, abbattendo i livelli qualitativi dei servizi. In questo contesto stiamo vivendo l’emergenza di Agelp, la cui prospettiva e quella dei suoi lavoratori sembra segnata. Si parla di una sua liquidazione, ma non sono chiari i percorsi e gli obiettivi, non solo di questa società in quanto tale, ma della funzione del soggetto previsto dall’art. 17, che per legge deve essere costituito in ogni porto per gestire il “lavoro portuale temporaneo”.
“Per questi motivi – continua la nota – la crisi di Agelp va affrontata in modo prioritario, ricercando soluzioni che evitino la sua scomparsa. L’art. 17 è la cartina di tornasole non solo delle condizioni del mercato del lavoro all’interno di un porto, ma anche del livello qualitativo del tessuto imprenditoriale portuale. Agelp è nato attuando il comma 5 dell’art. 17, cioè non è nato dalla trasformazione della Compagnia Portuale ma è un soggetto nuovo, costituito dall’Autorità portuale, che per questo motivo deve essere il garante e soggetto attivo in questa vicenda.
“L’accordo sul “patto per il lavoro” in porto, firmato fra organizzazioni sindacali e le rappresentanze datoriali – conclude Cosimi – può essere uno degli strumenti con il quale poter attuare una serie di interventi. Il primo problema rimane quello di dare un nuovo assetto alla società che veda la presenza di tutti gli operatori portuali nella compagine sociale. Questa è una precondizione per cercare e trovare soluzioni operative ed organizzative ai problemi dell’azienda. A questo proposito auspichiamo che l’Autorità portuale non faccia passare altro tempo e convochi in tempi rapidi un tavolo con tutte le imprese portuali (art. 16 e 18), sollecitandole ad un atto di coesione con la loro entrata nella proprietà dell’azienda”.
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