Koper “pugnala” Trieste?

TRIESTE – “La Slovenia sta manovrando per deviare il tracciato del Corridoio Adriatico Baltico sul porto di Capodistria: come abbiamo già fatto nel 2009, faremo tutto il possibile per evitare questo ulteriore colpo a Trieste”. Lo afferma l’europarlamentare Debora Serracchiani.
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1 COMMENTO

  1. Se non saranno potenziati i collegamenti ferroviari non ci sarà futuro per la nostra Portualità.
    Non penso sia il caso di stupirci molto se lo sviluppo della Portualità della Regione F.V.G. sia attualmente fortemente condizionato anche dai i vari colli di bottiglia presenti sul tracciato del Corridoio Baltico Adriatico, ostruzioni che purtroppo stanno pesantemente penalizzando la sua fruibilità, oppure se la Slovenia per salvaguardare le sue economie sta cercando alleanze in ambiente Comunitario per far si che venga privilegiata la realizzazione del raddoppio della Capodistria Divaccia, lo stupore lo dobbiamo invece riporre nei confronti dei nostri Amministratori per quanto non hanno fatto in passato o non stanno facendo attualmente per potenziare i nostri sbocchi al mare e per migliorare i relativi collegamenti gomma/rotaia, temi molto discussi negl’ultimi decenni ma che dai molteplici incontri più o meno ufficiali i proclami i convegni e le tavole rotonde di concreto non abbiamo purtroppo saputo attuare quasi nulla.
    In merito alle grandi e difficili sfide della Portualità del terzo millennio siamo purtroppo perennemente in balia dei se e dei ma poiché:

    1. Pur in presenza di posizione strategica e fondali adeguati nella Regione F.V.G. non abbiamo ancora saputo decidere sul dove e sul come investire per potenziare i nostri Scali, invischiati come siamo tra sospetti gelosie e deleteri campanilismi.
    http://superporto-regione-f-v-g.jimdo.com

    2. Sulle nuove reti T.E.N. non abbiamo ancora deciso nulla ne sui percorsi ne su quelle che dovrebbero essere le caratteristiche di base “se alta velocità o grande capacità ferroviaria” mentre sull’eliminazione dei vari colli di bottiglia che stanno penalizzando la razionale fruibilità del Corridoio Baltico Adriatico e di conseguenza anche lo sviluppo della Portualità Triestina non è stato purtroppo pianificato ancora nulla.
    In merito ai colli di bottiglia che interessano più da vicino lo Scalo Triestino sarebbe opportuno che al più presto venga pianificato un corposo intervento sulla vecchia ferrovia di Cattinara per adeguare galleria e tracciato a quelli che sono gli attuali standard del trasporto su rotaia, ed anche per far si che nella malaugurata evenienza che la via bassa “Stazione Centrale – Aurisina” risulti parzialmente inagibile per danni alla linea oppure per più o meno lunghi lavori d’ammodernamento o potenziamento dello stessa, lo Scalo possa disporre di un collegamento ferroviario alternativo.
    Vecchia ferrovia che considerata la sua sensibile pendenza sarebbe comunque certamente sfruttabile in discesa per le merci in entrata Scalo e forse con l’aggiunta di un locomotore anche in salita per i convogli in uscita.
    http://corridoio-v-regione-f-v-g.jimdo.com

    In tema di nuovi collegamenti ferroviari penso sia anche il caso di fare un pacato approfondimento in merito “alla discutibile esigenza più volte espressa dai nostri Politici ed Amministratori” relativa alla presunta doverosa necessaria realizzazione di una bretella ferroviaria interportuale della lunghezza di 6 km per collegare il Porto di Trieste con quello di Capodistria, pensando di poter quindi in questo modo sopperire almeno temporaneamente all’attuale scarsa fruibilità del Corridoio Baltico Adriatico ed in attesa della realizzazione della tratta Ronchi Divaccia del Corridoio N° 5.
    Penso che sia purtroppo soltanto una nostra pia illusione che questa bretella possa realmente essere in grado d’incrementare la velocità e la capacità di penetrazione verso Nord / Est delle merci movimentate dallo Scalo Triestino, poiché già oggi le ferrovie Slovene risultano essere in affanno per assecondare le attuali esigenze dello Scalo ed il pianificato raddoppio della tratta Slovena Capodistria Divaccia sembra sia dimensionato per sanare essenzialmente le loro attuali carenze e le loro presumibili future esigenze, quindi se crediamo realmente nella possibile futura crescita della nostra portualità dobbiamo essenzialmente impegnare le nostre forze/risorse sia per cantierizzare il tracciato Ronchi Divaccia della reti T.E.N che per eliminare i colli di bottiglia che attualmente non ci consentono di poter sfruttare adeguatamente le enormi opportunità che il Corridoio Baltico Adriatico sarebbe certamente in grado di offrire.
    Brunello Zanitti Giuliano

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