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Piano “B” da Piombino

Se il relitto pescherà meno il canale di accesso da dragare ridurrà tempi e costi

Luciano Guerrieri

PIOMBINO – C’è anche un “piano B” nell’offerta dell’Autorità portuale di Luciano Guerrieri per ospitare e demolire il relitto della Costa Concordia. In attesa che la Costa Crociere si pronunci sulle varie offerte – che sono arrivate oltre che da Palermo e Marsiglia anche da Civitavecchia, dove l’Authority di Pasqualino Monti ha proposto anche una stretta collaborazione con le imprese di demolizione di Piombino – Guerrieri e i “suoi” di Modimar hanno proposto che se il relitto in galleggiamento pescherà meno di 15 metri – rispetto ai 18 previsti – il canale da dragare per arrivare al bacino provvisorio di demolizione potrà essere realizzato a profondità ridotta rispetto al “piano A”, riducendo di conseguenza sia i tempi (almeno un paio di mesi meno), sia i costi (almeno 50 milioni sui 150 totali).
Sulla soluzione Piombino continua a spingere – per quello che può contare nel tutti-contro-tutti di questa campagna elettorale – anche il governatore della Toscana Enrico Rossi: che si è impegnato ad eventuali interventi economici di supporto all’operazione Piombino.
[hidepost]Chi sembra rimanere in posizione defilata, almeno al momento, è il ministero delle Infrastrutture che non ha espresso alcuna opinione in merito: a differenza di quanto fatto dal ministro dell’Ambiente Clini, per il quale la scelta di Piombino è nettamente da preferirsi alle altre opzioni per la minor distanza da compiere con il convoglio con il relitto a rimorchio.
Da sottolineare che proprio Clini sta spingendo sull’opzione Piombino, addirittura con una lettera che pochi giorni fa ha inviato al presidente del consiglio Mario Monti per mettere la Costa Crociere con le spalle al muro a farle prendere rapidamente una decisione in merito. Clini ha anche fatto trapelare la notizia che la compagnia di navigazione vorrebbe puntare su una soluzione inedita: un grande bacino di carenaggio galleggiante nel quale “infilare” il relitto per portarselo poi in giro per il Mediterraneo, dove la demolizione costi meno. Un tempo c’era la Turchia, oggi si parla anche di siti nel Nord Africa.
Contro queste ipotesi, Clini ha scritto a Monti – e per conoscenza al collega Passera e al governatore Rossi – che Costa Crociere si spicci a decidere. Ed ha dato anche un termine: entro il 15 febbraio. Ribadendo che il “piano B” di Piombino è da preferirsi per i tempi più veloci, i quantitativi minori di dragaggio e la migliore compatibilità ambientale.
Al Giglio procedono intanto i lavori per il complesso ancoraggio sul fondo dei piloni di ferro che affluiscono via chiatta dai centri di costruzione, tra cui il Canale dei Navicelli di Pisa (come documentato nel numero scorso con la foto della chiatta in uscita da Livorno). Non si sono ancora visti invece gli speciali “cassoni di spinta” che erano preannunciati a Livorno per dicembre e che con i primi esemplari arriverebbero invece nel terminal di Cristiano Lucarelli (Unicoop Impresa) forse già alla fine di questa settimana. Nel terminal subirebbero una serie di ulteriori lavorazioni per essere poi inviati, sempre via chiatta, al Giglio per l’operazione più delicata dell’intera impresa, il raddrizzamento e il rigalleggiamento del relitto.

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Pubblicato il
6 Febbraio 2013

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