Per Piombino una legge un gran futuro

Luciano Guerrieri

PIOMBINO – Forse non lo ammette nemmeno con se stesso, ma Luciano Guerrieri del relitto della Concordia comincia a pensare che – come dicono a Roma – non gliene potrebbe fregà de meno. Ovvero: se arriverà, benvenuto, insieme a numerose altre rogne porterà certo lavoro in una città dalla cultura siderurgica dove il lavoro è in crisi epocale. Ma se non arriverà, alla città ed al porto interessano assai di più, oggi, i finanziamenti promessi dal governo Monti e ripromessi dal governo Letta per fare del porto un porto di serie A. Guerrieri segue con trepidazione – e con lui il sindaco Gianni Anselmi – l’iter del decreto che in queste ore dovrebbe passare al Senato per la definitiva conversione in legge. Non sono bruscolini: si parla di 160 milioni che finanzieranno la prima e più importante tranche del nuovo piano regolatore del porto, quello che farà del vecchio scalo dell’Elba – più che altro a servizio dei pendolari, dei vacanzieri e delle ormai moribonde acciaierie – un grande porto con ambizioni nella logistica internazionale, nei containers, ovviamente nei traghetti anche per le isole maggiori Corsica e Sardegna, e infine nelle crociere.
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