In gara piattaforma logistica di Trieste

L’avvio dei lavori per 132 milioni previsto per la prossima primavera – La soddisfazione di Marina Monassi, presidente della Port Authority

Marina Monassi

TRIESTE – Mantovani Spa, Venice Green Terminal Srl e Samer Seaports & Terminals Srl da un lato e Icop Spa, Cosmo Ambiente Srl, Parisi Casa di Spedizioni Spa, Interporto Bologna Spa dall’altro sono i due raggruppamenti di imprese che hanno presentato offerta per la “Realizzazione e successiva gestione del primo lotto della Piattaforma Logistica del Porto di Trieste”.
Un intervento da 132 milioni di euro, dei quali 70 dell’Autorità Portuale, 32 del Cipe, e 30 del privato. La verifica dei requistiti e dei progetti avverrà entro la fine dell’anno in corso con la conseguente aggiudicazione provvisoria dell’appalto, mentre l’avvio dei lavori è previsto nella primavera del 2014.
Per leggere l'articolo effettua il Login o procedi alla Register gratuita.

Print Friendly, PDF & Email

1 COMMENTO

  1. Credo che la Portualità dell’Alto Adriatico abbia bisogno di qualcosa che vada ben oltre la Nuova Piattaforma logistica di Trieste.

    Sarebbe forse il caso che se pensiamo realmente che l’Alto Adriatico possa in futuro assumere nuovamente un significativo ruolo nei confronti della Portualità Mediterranea e Comunitaria, bisognerebbe pianificare/realizzare qualcosa che per dimensioni/potenzialità ci consenta di andare ben oltre alla citata Piattaforma, prendendo magari lo spunto da quanto gli Amministratori dello Scalo Londinese che pur non avendo adeguate disponibilità finanziarie si sono guardati un po’ in giro ed hanno saputo coinvolgere nell’operazione un investitore/operatore del calibro della “Dubai Ports (DP) World”, che ha realizzato il nuovo Terminal Container dotato di una banchina lunga 2.700 ml, 6 con ormeggi e fondali di 17 m e 24 Portainer, impegnando nel progetto 1,5 miliardi di sterline e che dalle notizie apparse sulla stampa dovrebbe essere in grado di movimentare annualmente di 3,5 milioni di container e che a regime potrebbe generare con l’indotto parecchie migliaia di posti di lavoro.

    Pur apprezzando il lodevole impegno di quanti si sono attivati per far si che venga finalmente finanziata la tanto osannata Piattaforma Logistica Triestina, credo che comunque dovremmo essere tutti ben coscienti che con essa non si siano finalmente risolti i problemi relativi alle molto gravi carenze infrastrutturali della nostra Portualità, quindi non credo sia il caso di creare fumose illusioni sulle reali potenzialità dell’opera poiché questo intervento contempla soltanto la realizzazione di un banchinamento ed un interramento del degradato e frastagliato frontemare presente tra lo Scalo Legnami e l’Impianto Siderurgico di Servola, per creare una nuova area recuperata al mare da porre al servizio dei traffici delle merci convenzionali e non certamente un’infrastruttura logistica di valenza Comunitaria in grado di sopperire alle gravi carenze dell’Alto Adriatico nei confronti delle attuali/future rilevanti esigenze dei flussi merceologici e principalmente di quelli relativi ai traffici delle merci containerizzate.

    Penso che i litorali della Regione F.V.G. abbiano sia una favorevole posizione strategica che le indispensabili caratteristiche morfologiche, per poter supportare la realizzazione di un moderno Terminal contenitori che per dimensioni/potenzialità possa realmente fare dell’Alto Adriatico uno dei fulcri della Portualità Mediterranea, ma per materializzare quella che è sempre stata una nostra anche giustificata ambizione bisogna diversamente da quanto è avvenuto in passato cercare di favorire e supportare quanti siano essi Terminalisti Armatori Finanziatori manifestino un certo interesse nei nostri confronti.

    BRUNELLO ZANITTI Giuliano

    Nb. Ulteriori approfondimenti sul tema si possono trovare visitando il capitolo titolato “Attività Emporiali” di un mio recente sito.
    http://trieste-e-le-sue-scelte-mancate.jimdo.com/

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

*