Se il governo cancella la direzione dei porti

Un nuovo regolamento accorperebbe il settore alle dighe e alle vie d’acqua interne – Tutti i problemi che si aprirebbero – Parere contrario anche nella IX commissione alla Camera

Maurizio Lupi

ROMA – Piove sul bagnato per la portualità nazionale. Mentre da una parte si chiede da tempo e a gran voce che venga reiterato un ministero per la Marina Mercantile, vista l’importanza economica e sociale del cluster marittimo in Italia, si scopre che nel quadro della “spending review” è in atto la formulazione di un nuovo regolamento del ministero delle Infrastrutture e Trasporti che prevede addirittura la soppressione della direzione generale per i porti. E malgrado di recente la IX Commissione alla Camera avesse approvato un ordine del giorno che criticava l’indirizzo suddetto e ribadiva “il ruolo strategico che la portualità riveste per la ripresa economica e la crescita del paese nonchè per assicurare sotto il profilo strutturale elevati livelli di competitività del tessuto economico italiano”.
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