Trecentomila Tir fermi secondo Trasportounito

Cento presidi in tutta Italia con invito a “rispettare le indicazioni delle prefetture”

Maurizio Longo

ROMA – Trasportounito e i “forconi”, con altre sigle minori della protesta, hanno portato avanti nei primi due giorni del blocco dei tir la loro protesta con iniziative molto differenziate: molta tensione ma nessun sostanziale boicottaggio nei porti, blocchi stradali più o meno “pacifici” sulle autostrade e alle loro uscite, con un massiccio schieramento delle forze dell’ordine per evitare limitazioni dei mezzi che non hanno aderito alla protesta. L’impressione è – almeno per la prima parte della protesta – che lo scontro sia stato più che altro mediatico, con pesanti accuse da parte dei vertici di Trasportounito al governo (contestata l’autorizzazione a far circolare i tir anche domenica dalle 18) e con le contro-accuse di altre organizzazioni del settore, in particolare CNA-Fita, che sarebbero state anche minacciate fisicamente nelle persone di dirigenti siciliani per non aver aderito.
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