Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Porti sud e potenzialità per lo shipping

Dall’analisi di Massimo Deandreis su “Il Sole-24 Ore” riportiamo alcune considerazioni sul valore dell’export navale del Sud Italia.

GIOIA TAURO – L’export ha due direttrici: il Nord America e il Mediterraneo dove l’interscambio commerciale del Mezzogiorno è quasi il doppio – in percentuale – di quello italiano.
[hidepost]Due direttrici cruciali in futuro: con gli Usa è in corso il negoziato europeo per la zona di libero scambio che – quanto vedrà la luce – rivoluzionerà gli equilibri commerciali mondiali. Vi sono settori produttivi su cui si potranno concentrare i benefici tra cui l’agroalimentare nel quale il meridione eccelle. Nel Sud Mediterraneo l’instabilità politica derivante dalle primavere arabe non ha fermato questi paesi che, anche sulla spinta dello sviluppo del continente africano, hanno solidi tassi di crescita. Per cogliere queste opportunità, occorre indirizzare le poche risorse pubbliche disponibili su ciò che aiuta le imprese.
Se pensiamo che 1/3 del nostro interscambio verso il mondo parte via mare, valore che sale a 2/3 per il commercio da e verso il Mediterraneo, capiamo che uno dei settori chiave è quello della logistica e portualità. Nel Logistic performance index della World Bank l’Italia è al 24º posto, ben dietro Spagna, Francia, Olanda e Germania. I tempi di importazione o esportazione di un container di merci in un porto italiano “costa” tra i sei e gli otto giorni in più della media europea come somma dei tempi burocratici e delle inefficienze logistiche.
Questa situazione è fotografata dal mutamento delle quote di mercato dei porti del Mediterraneo di transhipment: nel 2005 il porto di Tangeri in Marocco aveva una quota di mercato nulla. Nel 2012 – con il nuovo terminal – ha superato l’8%. Port Sudan in Egitto è passato dal 10% nel 2005 al 15% nel 2012. Mediamente i porti hub della sponda Sud del Mediterraneo hanno incrementato la propria quota di mercato dal 18 al 27% a discapito di alcuni porti del Nord del Mediterraneo e di quasi tutti i porti italiani e del Mezzogiorno che hanno avuto significative contrazioni.
L’elenco delle occasioni perse è lungo. Litigiosità e mancanza di visione a livello locale e assenza di regia nazionale sono tra le cause di opere incompiute e soprattutto di una scarsa connessione con l’intermodalità ferroviaria (pensiamo a Gioia Tauro).
Il Mezzogiorno ha potenzialità – conclude Deandreis – ma va considerato come un’area collocata al centro del Mediterraneo dove transita il 19% del traffico marittimo mondiale.

[/hidepost]

Pubblicato il
5 Febbraio 2014

Potrebbe interessarti

Livorno, restituire è dura

Non c’è stato niente da fare: gli aumenti della retribuzione concessi ad alcuni funzionari dell’Authority del mar Tirreno settentrionale dall’allora presidente Luciano Guerrieri vanno restituiti. La Corte dei Conti, che su segnalazione dell’allora segretario...

Leggi ancora

Livorno, il maquillage del vecchio porto

Bisogna ammetterlo: c’è un impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale nella ripulitura, insomma di un tanto atteso maquillage, a Livorno all’area del Porto Mediceo, anche quella non impegnata dai grandi lavori...

Leggi ancora

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio