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Parte il “marina” mediceo

Quindici mesi per completare il primo impegnativo intervento ma rimane il problema di ricollocare le barche presenti

LIVORNO – Entrano nel vivo i lavori che predispongono il porto mediceo a trasformarsi, almeno nella parte sud, nel “marina” della Porta a Mare per i mega-yachts del cantiere Benetti.
Si parte con l’allungamento del molo Elba. Con un’ordinanza dell’ammiraglio (Cp) Arturo Faraone, comandante della Capitaneria di porto e direttore marittimo della Toscana, sono state varate le misure di sicurezza della navigazione per i lavori di allungamento del pontile storicamente dedicato al traghetto Toremar e agli accosti delle navi militari in visita a Livorno.
[hidepost]Si tratta del previsto raddoppio di lunghezza del pontile Elba, che sarà allungato di circa 150 metri in tre fasi: la prima di 75 metri e le due successive di circa 50 metri ciascuna. La ditta che ha vinto la gara di appalto è la Edilizia Tirrena Spa di La Spezia che si avvale di numerosi mezzi nautici della Tito Neri di Livorno: in particolare i pontoni Meloria e Carontino, i rimorchiatori Cadetto e Garelli, le chiatte Caronte e Fortuna. Verranno utilizzate le palancole per realizzare le fiancate del molo: palancole attualmente stivate sulla calata del Magnale successivamente trasportate in loco dalle chiatte. I lavori dovranno essere completati in 15 mesi, “comunque non oltre il 31 maggio 2015” come specifica l’ordinanza dell’ammiraglio Faraone.
L’allungamento del pontile Elba è una delle più importanti opere da tempo preventivate per la trasformazione della zona sud del porto Mediceo in un “marina” a servizio in particolare dei grandi yachts della Benetti, dove potranno fare lavori di refitting o manutenzione invernale. Il pontile sarà anche il limite fisico del “marina” : a sud della nuova struttura infatti ci sarà il “marina” mentre a nord rimarrà il porto pubblico, che comprenderà anche la banchina del molo Elba stesso, utilizzabile probabilmente – come adesso – per il traghetto della Toremar e per le visite delle piccole e medie navi militari.
La zona di mare delimitata per i lavori di allungamento del pontile Elba non riguarda gli attuali ormeggi della Lega Navale Italiana, ricavati su pontili galleggianti nell’area un tempo riservata ai rimorchiatori dell’impresa Neri. Solo quando il “marina “ nascerà anche con le altre opere, buona parte degli attuali ormeggi da diporto presenti nelle aree di mare del Mediceo dovranno essere delocalizzati, probabilmente alla ex banchina 75 in avamporto. Ma questa della delocalizzazione della nautica del Mediceo è una storia ancora tutta da definire, perché così com’è la 75 non è assolutamente protetta dalle sventolate del quarto quadrante: dovrà essere dotata di pontili frangiflutto all’ingresso della darsena dietro il bacino, di pontili galleggianti per gli accosti delle barche e di appositi corpi morti. Per di più non è in grado di contenere nemmeno la metà delle barche attualmente nel Mediceo. E le proposte alternative al momento non sembrano del tutto convincenti.

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Pubblicato il
14 Marzo 2014

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