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Suez, annunciato il raddoppio per accelerare il transito navale

La conferma dell’Authority egiziana, che conterebbe anche sugli investimenti cinesi – A garanzia gli introiti dei pedaggi, che in un anno coprirebbero i costi dell’escavo

IL CAIRO – La decisione politica è stata presa, la copertura finanziaria sembra sia stata già assicurata: e come sta succedendo sempre più spesso nell’Africa del nord, con capitali in buona parte cinesi.
[hidepost]Per un’opera strategica come il raddoppio del canale di Suez in uno dei tratti più stretti, i cinesi si sono subito fatti avanti, battendo anche gli impegni promessi – ma rimasti più che altre nel limbo delle intenzioni – dei paesi occidentali. A conferma che la Cina non ha dubbi sul fatto che i traffici marittimi tra il Far East e il Mediterraneo riprenderanno a crescere, alla fine dell’attuale “grande depressione”.
Sul piano tecnico, l’annuncio è stato confermato dal generale Mohab Mimish, presidente dell’Authority del canale di Suez. Il tratto cruciale tra i Laghi Amari è quello dove attualmente le navi devono transitare a flusso alternato (circa 70 chilometri) con una serie di ritardi che costano cari sia alle compagnie armatrici sia al canale. In quella tratta il canale stesso non è allargabile, o almeno non lo è dal punto di vista della convenienza economica: meglio scavare un canale laterale, pressoché parallelo, in una zona dove i lavori saranno più veloci e meno costosi. Il preventivo è di circa 4 miliardi di dollari. Si sta già lavorando al progetto che è stato affidato alla società egiziana di ingegneria Dar Al-Handasah supportata dai tecnici dell’esercito.
Per quanto riguarda la cifra, considerando che i transiti nel canale fruttano all’Egitto circa 5 miliardi di dollari all’anno, le garanzie fornite agli investitori sono più che accettabili anche a livello internazionale. I rischi sono semmai legati alla scarsa stabilità politica dell’area, malgrado l’Egitto si sia dichiarato pronto a dare tutte le garanzie, anche di vigilanza militare, perché non ci siano interferenze né ritardi.
Per il Mediterraneo l’apertura della seconda tratta del canale di Suez rappresenterebbe un grosso vantaggio, scoraggiando ulteriormente anche il periplo dell’Africa che ai tempi dell’imperante pirateria somala e del transito delle navi semivuote era diventato conveniente. Da vedere quali saranno i tempi pratici. E se alle intenzioni seguiranno i fatti.

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Pubblicato il
27 Agosto 2014

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