Bacini, la gara e le clausole

Quattro punti fermi, ma non senza qualche ambiguità per il “bacinone” e sui tempi

Giuliano Gallanti

LIVORNO – Hanno sparato tutti i calibri disponibili, i sostenitori di un improbabile ritorno all’antico per il sistema bacini di carenaggio: ma alla fine anche il documento “foglia di fico” approvato dal consiglio comunale con i soli voti contrari del PD – bisogna ammetterlo: onore alla coerenza – è stato spazzato via dal vento del realismo. In sostanza: il comitato portuale dell’Authority livornese ha confermato che le linee-guida della gara per i bacini di carenaggio specificherà che le riparazioni navali dovranno fermarsi agli yachts e alle piccole e medie navi. Chi voleva le maxi-navi (mettendo di fatto fuori gioco il primo aspirante ai bacini, il cantiere Benetti) ha dovuto ripiegare.
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