Grimaldi a tutto campo sulla riforma portuale

Il presidente di Confitarma ritiene che la soluzione non sia tanto nell’accorpamento di alcune Authorities quanto nell’aumento della competitività e nella classificazione degli scali anche in base alle reti Ten-T; e in quanto agli “hub”, l’Italia ne ha già troppi

Emanuele Grimaldi

ELOUNDA (dal nostro inviato) – Era già stato chiaro esprimendosi nella sua veste di presidente di Confitarma ma nella conferenza stampa che è seguita alla 18ma Euromed Convention in Grecia Emanuele Grimaldi, rispondendo ai giornalisti di molte nazionalità sul panorama italiano, ha ulteriormente chiarito il suo pensiero sulla dibattuta proposta della riforma dei porti.
“Intanto bisogna capire di quale riforma parliamo – ha detto polemicamente – poiché ne abbiamo viste tante, troppe, che sono state attribuite al ministro Lupi ma magari erano del partito, o di una parte di esso, o di Assoporti. Il ministro Lupi si dovrebbe sedere – come ho già avuto modo di dirgli – ad un tavolo ed aprire una seria discussione con i suoi due unici interlocutori: Assoporti e Confitarma, recepirne le indicazioni e poi decidere quel che ritiene giusto.
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