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Quanto durerà quali navi e quali porti

LIVORNO – Se l’annuncio del probabile prossimo avvio dell’agreement M2 ha rallegrato i porti italiani, compreso Livorno, che erano stati esclusi dalla P3, alcuni dettagli contenuti negli 11 articoli del patto richiedono una maggiore attenzione, se non altro per non muovere eccessive illusioni.
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Partiamo dalla durata della M2: l’articolo 8 dichiara che l’accordo varrà per dieci anni, salvo disdetta di una delle due parti da presentare almeno con 2 anni di anticipo. Sembra dunque un agreement a lungo termine, perché dieci anni per i panorami dello shipping sono quasi un’eternità, in tempi di velocissime mutazioni anche politico-economico-geografiche. Vuol dire che ci credono molto? Sembra di si.
Altro punto importante è il tipo di navi da utilizzare. L’articolo 5 specifica che “inizialmente le due parti opereranno con 97 navi, di capacità ciascuna da 4 a 13 mila teu: ma c’è un’aggiunta che autorizza eventualmente – nel caso che i volumi lo richiedessero – di usare anche le 130 navi ciascuna da 19.200 teu. Il che la dice lunga su quanti pochi potranno essere i porti italiani ad accogliere questi giganti. Rimane nell’accordo la specifica molto chiara che i porti da scegliere, anche in base al traffico e alle loro potenzialità, non rappresentano un “loop” immutabile e codificato, ma possono essere cambiati da ciascuno dei due partner con semplice preavviso all’altro. Insomma, almeno per ora la M2 è molto elastica. E la palla dell’accogliere o meno le sue navi torna sostanzialmente ai porti con le loro strutture e la loro capacità di generare traffico.
A.F.[/hidepost]

Pubblicato il
15 Ottobre 2014

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