Visita il sito web
Tempo per la lettura: < 1 minuto

Un deserto con il nome di pace

TRIESTE – Qualcuno lo sta sottolineando, abbastanza forte e abbastanza chiaro: ma in tutta la campagna stampa – qualche volta sgangherata – che sta montando per la prossima scadenza del vertice della Port Authority triestina, chi l’ha detto che si debba trovare per forza un nome nuovo?
[hidepost]Più diretto ancora: davvero l’attuale presidente Marina Monassi non potrebbe essere nominata per il secondo mandato, o nelle more incaricata del commissariamento?
Certo, nelle terne il suo nome non è (ancora) apparso. In compenso però sono stati proposti e subito bocciati altri candidati con un impressionante gioco alla rottamazione preventiva. Ricorda il famoso giudizio sulla “pacificazione” delle legioni romane: hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato pace. Ovvero: prima distruggi tutto e tutti, in via prioritaria assoluta, poi si vedrà.
La verità vera è che sulla presidenza dell’Authority di Trieste, come anche su altre in scadenza ravvicinata, incombe l’incognita della riforma della legge 84/94. L’abbiamo scritto tante volte, ma giova ripeterlo: ad oggi tutte le varie versioni della riforma hanno forse un unico ma importante elemento in comune, l’eliminazione dello spesso inverecondo balletto della partitocrazia locale con le “terne” qualche volta assimilabili al mercato medioevale delle indulgenze ecclesiastiche. La stessa Debora Serracchiani (vedi in queste stesse colonne) ha ammesso che la politica deve fare un passo indietro dai porti: a meno che – sussurrano i maligni – la potente vicesegretario di Renzi e presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia non intenda, come spesso fanno i politici, “fuori tutti salvo me”. Diceva il divo Andreotti che a pensar male si fa peccato: ma quasi sempre s’azzecca.
Antonio Fulvi

[hidepost]

Pubblicato il
29 Ottobre 2014

Potrebbe interessarti

Salone nautico dei sogni proibiti

Aveva voglia il Gattopardo – ovvero Tomasi di Lampedusa – a sostenere che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente. Oggi, di fronte alle notizie d’anteprima per il prossimo, sempre più grande salone nautico...

Leggi ancora

In ricordo del sor Aldo

LIVORNO.  Forse perché invecchiando il presente richiama sempre di più il passato. O forse perché gli amici veri rimangono legami importanti anche se non ci sono più.  È così che ogni 15 settembre mi...

Leggi ancora

Livorno, restituire è dura

Non c’è stato niente da fare: gli aumenti della retribuzione concessi ad alcuni funzionari dell’Authority del mar Tirreno settentrionale dall’allora presidente Luciano Guerrieri vanno restituiti. La Corte dei Conti, che su segnalazione dell’allora segretario...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio