Nuovo Codice della nautica: speranze (e qualche timore)

Promesse semplificazioni e anche cultura del mare nelle scuole: ma c’è l’incognita delle sanzioni più severe e dell’adeguamento a direttive Europee più costose

ROMA – Speriamo che almeno questa volta non sia valido il famoso aforisma di Mark Twain (“Ogni volta che il governo vara una nuova legge corro a nascondere il portafogli”). Perché il recente, trionfale annuncio dell’Ucina secondo cui il Senato ha approvato la legge delega per la riforma della nautica comporta certo alcune speranze, ma anche qualche preoccupazione: specie dove si cita l’adeguamento alle norme europee per l’innalzamento dei requisiti tecnici delle imbarcazioni (altre procedure alla base di carte bollate?) e la limitazione delle emissioni sonore e gassose dei motori. Sarebbe, per l’agonizzante nautica da diporto popolare, il vero colpo di grazia.
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