Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Cevital e l’hub Piombino

Non solo acciai Lucchini ma agroalimentare, sbarco del vetro ed elettrodomestici

Farid Tidjani

PIOMBINO – Il passaggio è storico: il complesso delle acciaierie della Lucchini passa all’algerina Cevital, con un’offerta che s’impegna a ripartire con la produzione dal prossimo marzo, salvando tutti i posti di lavoro e aprendosi ad acciai più sofisticati e innovativi. L’impegno è stato sottoscritto da Farid Tidjani, rappresentante per l’Italia del presidente di Cevital dottor Issad Rebrad. Rimane l’ultimo passaggio burocratico-legale, cioè il definitivo nulla osta del ministero dello Sviluppo Economico sentita l’Antitrust. Ma salvo colpi di coda imprevedibili, la crisi della Lucchini sembra avviata a finire.
La soluzione Cevital non riguarda solo lo stabilimento.
[hidepost]In una sua recente intervista a La Nazione, Farid Tidjani ha annunciato un forte interesse del gruppo algerino – ma oggi internazionalizzato a livello mondiale – anche sul porto. “Siamo interessati alla logistica – ha detto – e intendiamo affiancare allo stabilimento Lucchini anche un impianto di raffinazione dello zucchero, la lavorazione di semi e la produzione di oli e mangimi per bestiame. La Cevital infatti è già molto sviluppata nel settore agro-alimentare”. In più, c’è già allo studio il trasferimento a Piombino dello sbarco dei prodotti di vetro che nascono in Algeria e oggi vengono sbarcati per il mercato europeo prevalentemente a Savona per il centro di stoccaggio di Cuneo. “Perché no – ha detto Tidjani – un progetto per concentrare sbarchi e stoccaggi a Piombino, in modo da rendere tutto il processo più efficiente?”
Dunque Piombino ripartirà con l’acciaio ma anche con l’agroalimentare e forse con il vetro. Avendo come fulcro il porto. Perché buona parte dei materiali e dei prodotti arriverà via mare e ripartirà per la distribuzione (specie l’agroalimentare) via mare.
Per queste ulteriori imprese, Cevital conta di utilizzare 150 mila metri quadrati di spazi per capannoni e piazzali: tutti già individuati nelle aree Lucchini, che sono peraltro servite da poco dalla nuova viabilità appena inaugurata dall’Authority tra zona industriale e porto.
Spaziando nei progetti, Farid Tidjani si è spinto ancora più avanti. “Noi crediamo che Piombino sia in grado di svolgere un ruolo importante nel Mediterraneo e non solo con l’acciaio. Cevital ha uno stabilimento in Francia per la produzione di elettrodomestici e il porto di Piombino può diventare un punto di distribuzione per l’intero Mediterraneo. Noi ci muoviamo molto velocemente – ha concluso – vedrete che in pochi mesi ci saranno molte novità”.

[hidepost]

Pubblicato il
3 Dicembre 2014

Potrebbe interessarti

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio