Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

A Ravenna il progetto “Fast Corridor” della UE

Prevista la sperimentazione di nuovi servizi per l’intera catena logistica tra porto e terminal terrestri

Galliano Di Marco

RAVENNA – Si è svolta di recente a Ravenna, presso la sede dell’Autorità portuale, la prima riunione di tutti i partners (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, UirNet Spa, Terminal Container Ravenna Spa, HUB Telematica Scarl e Scuola Europea di Alti Studi Tributari dell’Università di Bologna) coinvolti nel progetto europeo “Port of Ravenna Fast Corridor”.
Il progetto, che vede l’Autorità portuale di Ravenna quale coordinatore, prevede la sperimentazione di nuovi servizi per la comunità portuale e per tutti gli operatori della catena logistica che collega lo scalo ravennate ai terminal terrestri, ed è finanziato al 50% (per un valore di circa 900.000 Euro) dall’Agenzia Europea per l’Innovazione e le Reti (INEA).
[hidepost]Il progetto si iscrive nel piano di sviluppo dell’hub portuale di Ravenna ed ha l’obiettivo di realizzare uno studio, orientato al mercato, sugli effetti derivanti dall’integrazione di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) della piattaforma telematica del Porto (Port Community System), con i nodi logistici terrestri ed i corridoi TEN-T, all’interno delle reti di trasporto transeuropee.
Lo studio, che sarà basato sull’adozione, nel porto di Ravenna, di specifiche soluzioni TIC, sull’automazione dei varchi e sull’uso di corridoi doganali controllati mediante un progetto pilota in condizioni operative reali, coinvolge operatori privati e numerosi altri portatori di interesse all’interno della comunità portuale, e non solo.
Più volte si è affermato in questi ultimi anni che al potenziamento dell’“hardware” deve necessariamente corrispondere anche un migliore e più potente “software”.
E così, al consolidamento infrastrutturale dello scalo, alla base del progetto “Hub Portuale di Ravenna” di prossima realizzazione (progetto del valore di oltre 200 milioni di Euro, il cui bando di gara sarà pubblicato entro il 2015) – finalizzato allo sviluppo del porto di Ravenna, all’ampliamento del proprio bacino di utenza, alla diversificazione dei flussi di traffico ed alla attrazione di merci a maggiore valore aggiunto – non possono non corrispondere un effettivo miglioramento ed una reale semplificazione delle operazioni portuali di ingresso ed uscita delle merci, per offrire alla catena logistica servizi più rapidi, più semplici, di migliore qualità ed a più alto valore aggiunto.
L’attività del progetto si realizzerà nel corso dell’intero 2015; alla fine del quale, conclusi lo studio, la fase di sperimentazione ed il collaudo dei nuovi servizi, sarà possibile valutare in che misura gli effetti di quanto sperimentato con il progetto pilota prefigurino l’adozione di soluzioni analoghe su più vasta scala e su una più ampia gamma di differenti merceologie.

[/hidepost]

Pubblicato il
24 Dicembre 2014

Potrebbe interessarti

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio