Ormeggiatori e barcaioli dei porti: luci ed ombre sulla bozza di riforma

Una categoria che si è autoregolamentata per migliorare il servizio e contenere i costi ma sembra poco considerata nella “pagella” dell’UE – La formazione professionale e lo strano “congelamento” dell’ottimo testo elaborato dall’VIII commissione del Senato

ROMA – Alla vigilia della presentazione del piano strategico della portualità – questi perlomeno erano i tempi preannunciati prima che intervenissero le dimissioni del ministro Lupi – parliamo con il presidente di ANGOPI, l’associazione nazionale degli ormeggiatori e barcaioli dei porti italiani, Cesare Guidi, chiudendo così il ciclo delle interviste ai rappresentanti dei servizi tecnico-nautici che spesso sono al centro del dibattito, e che comunque rappresentano componenti fondamentali per la sicurezza degli scali. Ci servirà per entrare nel vivo delle situazioni completando la panoramica dell’informazione per una conoscenza senza preconcetti.
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