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Civitavecchia apre alla Cina e si lancia nei containers

Agli investitori cinesi ha proposto un hub ad alto fondale e anche la costruzione di una zona franca aperta

Maurizio Ievolella e Li Yong Ping.

CIVITAVECCHIA – La riforma dei porti muove i primi passi, e una cosa appare certa: gli scali italiani che vorranno svilupparsi in un quadro di logistica internazionale dovranno cercarsi partner privati nei grandi gruppi mondiali in grado di forti investimenti, perché le risorse dello Stato italiano sono sempre meno e saranno sempre più concentrate.
In quest’ottica, il segretario generale dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, ingegner Maurizio Ievolella, ha incontrato Li Yong Ping, uomo d’affari considerato tra i più influenti della Cina: è presidente di Maylink Holding Group Limited, società d’affari di Hong Kong quotata in borsa e specializzata negli scambi commerciali che, attualmente, si occupa anche della promozione dell’Expo Milano 2015 in Cina e del coordinamento delle delegazioni cinesi in arrivo.
[hidepost]L’incontro è stato organizzato – dice una nota dell’Authority – per verificare le condizioni per l’avvio di relazioni istituzionali e commerciali tra gli operatori cinesi e il porto di Civitavecchia, soprattutto in considerazione dei vantaggi competitivi che lo caratterizzano: posizione geografica centrale nel Mediterraneo; infrastrutture stradali e ferroviarie già presenti e in avanzata fase di ulteriore potenziamento; vicinanza con l’aeroporto internazionale di Fiumicino; terminali per contenitori e depositi doganali.
Particolare interesse suscita negli investitori asiatici – sottolinea la nota – la realizzazione di un nuovo terminal container con caratteristiche di Hub portuale, grazie ai fondali idonei a un consistente ampliamento e, ancor più, la costituzione di una zona franca aperta nelle ampie aree retro portuali di cui Civitavecchia è dotata.

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Pubblicato il
11 Luglio 2015

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