Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti

Marina Santelena a Venezia nasce il nuovo porto turistico

Tante iniziative per un resort nautico che offre possibilità uniche per la vicinanza al centro storico

VENEZIA – Un progetto innovativo, un punto di riferimento per armatori e diportisti italiani e stranieri, un angolo dall’atmosfera magica nel cuore antico di Venezia: tutto questo è Marina Santelena, il nuovo porto turistico inaugurato sabato scorso con un grande party in cui la storica marina ex cantieri Celli ha aperto le sue porte. L’evento si è svolto in concomitanza con “Riva Days la Serenissima” – il grande raduno di motoscafi d’epoca organizzato dalla Riva Historical Society – e ospitato nella sua darsena la flotta di Vele d’Epoca in gara al III Trofeo Principato di Monaco a Venezia organizzato in collaborazione con lo Yacht Club Venezia.
[hidepost]Marina Santelena fa parte di MPN, la nuova rete di porti turistici italiani gestita da MP Network. Si configura come una porta d’acqua perfettamente integrata nel paesaggio della più bella città del mondo. E’ capace di ospitare 150 imbarcazioni dai 10 ai 60 metri di lunghezza e ha un pescaggio dai 4 ai 6 metri, caratteristiche che la rendono un vero e proprio “hub” ideale per i superyacht.
Riparata dalla bora e dalla tramontana, racchiude un bacino facilmente accessibile e protetto anche nelle condizioni più avverse. A terra e in mare offre servizi attivi 365 giorni all’anno: assistenza per l’ormeggio e servizio ormeggiatori, colonnine dai 16 fino ai 400 ampere per maxi yacht, pontili galleggianti, riparazioni meccaniche ed elettromeccaniche, parcheggio custodito 24 ore su 24, docce, wi-fi, illuminazione banchine, collegamenti con il Casinò di Venezia e con il Lido.
Grazie ai suoi capillari contatti, Marina Santelena è inoltre in grado di offrire servizi tailor made per venire incontro a qualsiasi esigenza di armatori ed equipaggi: dalla ricerca di un fiorista, alla scelta del miglior sommelier, all’acquisto last-minute di biglietti per il Teatro della Fenice, al servizio “boat and breakfast”.
Nei prossimi anni Marina Santelena diventerà un vero e proprio resort alle porte della città con al suo interno un albergo, una piscina, un ristorante, un centro benessere e un “centro commerciale d’arte” funzionale alla vicina Biennale e alle vetrerie di Murano. Ospiterà inoltre la nuova sede dello Yacht Club Venezia.
«Il progetto Marina Santelena è ambizioso e ci sta impegnando molto in un settore nel quale crediamo fortemente – è il commento di Stefano Costantini, amministratore della società che ha deciso di prendere in mano lo sviluppo della struttura e che già gestisce la Marina Fiorita di Cavallino-Treporti. Il gruppo che ha deciso di investire circa 35 milioni di euro su questa idea ha vinto una scommessa attesa in città da decenni, da quando la tromba d’aria dell’11 settembre del 1970 distrusse i cantieri Celli. Grazie a dei fornitori formidabili e con le forze di validi professionisti, adesso, dopo 15 anni di sofferenza burocratica, nasce l’unica realtà turistica portuale a Venezia. Un fiore all’occhiello per la città che ha estremo bisogno di strutture di questo tipo, per renderla più accessibile e che soprattutto siano in grado di proporre la città su un mercato diportistico di lusso che le compete».
Marina Santelena gode del vantaggio di essere in una posizione strategica della città, accessibile sia via mare che a piedi dalla Pineta di Sant’Elena, quindi senza imporre l’obbligo dei diportisti di usare un mezzo acqueo per accedere alla città.
«Ho iniziato ad entrare in questo progetto – prosegue Costantini – nel 2000 con la Giunta Cacciari quando venne approvato il nuovo Piano particolareggiato. Una serie infinita di atti burocratici per avere le concessioni mentre, nel frattempo, ho iniziato ad acquistare le azioni della Marina che adesso è al 100% del mio gruppo. La nuova concessione che abbiamo firmato ha la durata di 43 anni e prevede l’ampliamento della parte a terra di 8.000 metri quadri, e la possibilità di costruire su 21mila metri cubi con fini di azione turistico ricettiva, commerciale direttiva e produttiva. Per quanto riguarda la parte a terra aspettiamo la variante che avevamo richiesto alla precedente giunta. Speriamo che questa nuova amministrazione abbia obiettivi chiari e veloci e favorisca lo sviluppo di questo progetto che è un bene per tutta la città. Sono convinto che questa darsena possa competere con Saint Tropez e Montecarlo. Possiamo ospitare sui nostri pontili all’inglese barche dagli 11 ai 60 metri e quando avremo completato anche l’area a terra con degli spazi per il rimessaggio l’offerta sarà davvero completa non solo per i diportisti di passaggio ma anche e soprattutto per i residenti che avranno delle agevolazioni sul prezzo con una riduzione del 30%».

[/hidepost]

Pubblicato il
11 Luglio 2015

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio