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E se intanto ripulissimo la foce

LIVORNO – E’ stato detto tante volte che i tempi della politica mal si conciliano con quelli dell’economia. E con le “porte vinciane” ci risiamo.
[hidepost]Perché altri sei mesi per avere l’avvio del passaggio di gestione, specie adesso che sta per cominciare il più completo e costoso (da 9 a 12 milioni) dragaggio della darsena Toscana, sono un’enormità. E configurano il concreto timore che lo stesso dragaggio diventi un enorme spreco di danaro pubblico.
Non siamo dei tecnici, e tantomeno mosche cocchiere. Però il problema è ben noto e tutt’altro che sottovalutato dai tecnici dell’Autorità portuale e da chi in Darsena Toscana ci lavora. Specie da coloro che sanno quanto vale, in termini di accessibilità navale (e quindi di business) ogni centimetro di fondale garantito.
Possibile che, con queste premesse, non si riesca a trovare una soluzione che salvaguardi i fondali della Darsena impedendo che quanto verrà portato via nei prossimi tre mesi dalla draga ci venga ributtato dallo Scolmatore dell’Arno attraverso le “porte”?
Qualcuno che se ne intende ci ha suggerito un’idea: quella di operare, contemporaneamente o quasi al dragaggio della Darsena, anche alla riapertura della foce dello Scolmatore/Canale dei navicelli dragando anch’essa a una profondità sufficiente a far scorrere verso il mare e non verso la Darsena buona parte dei fanghi. Sarebbe un intervento temporaneo, in attesa della sospirata foce armata. Ma forse salverebbe, almeno in parte, i fondali del porto.
Idea peregrina, sogni d’una notte di mezz’inverno o se ne può far qualcosa di concreto?
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
24 Febbraio 2016

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