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Piccole barche c’è anche posto per molte di loro

LIVORNO – La vera incognita? A questo punto, sono solo i tempi. Potrebbe sembrare un piccolo problema, dopo dieci e più anni di attesa. E in un momento in cui la nautica italiana non è certo in florida salute.
[hidepost]Ma anche e proprio per questo, l’oasi produttiva della Benetti livornese – oggi il primo cantiere al mondo per i mega-yachts – dovrebbe essere aiutata a creare quanto prima possibile la nuova struttura di servizio che aprirebbe Livorno a lavorazioni di refitting e di sosta invernale suscettibili di centinaia di nuovi posti di lavoro. Non per niente sul lucroso “mooring” invernale dei grandi yacht si sono gettati a pesce tanti altri porti, come La Valletta, porto Lotti a La Spezia, Port Mahon: per non parlare degli scali croati e albanesi nell’Adriatico e i continui potenziamenti dei già pieni Monaco e Cannes.
Sbaglierebbe però chi pensasse che il “marina” in via di definizione fosse solo e unicamente per i mega-yachts. Nel progetto di massima già presentato all’Autorità portuale appaiono – disegnati all’interno della Darsena Nuova – anche decine di posti barca da 6 metri in su, ovvero per la tipologia delle barchette da famiglia dei livornesi. Con una razionalizzazione degli attracchi, con servizi adeguati alle esigenze della nautica “civile” e con il rispetto della passione tutta locale dei piccoli pescatori. Ci sarà semmai da confrontarci sui costi. Ma visti quelli già in vigore nelle varie darsene livornesi, nei Fossi e nei porti turistici vicini, c’è da augurarci che nessuno punti a speculazioni fuori mercato. E’ legittimo sperare?
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
30 Marzo 2016

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