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Milioni al porto di Livorno dalla BEI e dal fondo CIPE

Le conferme nei documenti ufficiali – Intanto si aspettano le decisioni per le imminenti scadenze dei mandati di commissari per Guerrieri (Piombino) e Gallanti (Livorno)

Giuliano Gallanti

LIVORNO – Piovono soldi, promessi o richiesti, sul porto di Livorno. Il CIPE ha sbloccato i famosi 50 milioni che si aggiungeranno ai 200 della Regione Toscana e ai 200 dei mutui promessi dalla Port Authority per la Piattaforma Europa. E la BEI, banca europea d’investimenti, crede molto nel porto labronico, tanto da aver formalmente sottoscritto – come è stato enfatizzato alla fine della settimana scorsa su tutti i media nazionali e locali – un prestito di 90 milioni di euro (che non sono noccioline…) a tassi considerati molto favorevoli e con la restituzione scadenzata in vent’anni.
[hidepost]Giustamente orgoglioso del risultato, il commissario dell’Autorità portuale Giuliano Gallanti ha fatto notare come la BEI – nel principio generalizzato di tutte le banche del mondo – presta i soldi solo a chi considera solido, capace di restituirli senza problemi, e per di più capace anche di utilizzarli per infrastrutture pubbliche utili e finalizzate alla crescita dell’economia. Insomma, una patente di affidabilità al porto e a chi lo dirige.

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Il quale, sia detto per inciso, sta per scadere come commissario (termine di scadenza venerdì prossimo 13 maggio) ed è ovviamente in attesa di capire se il ministro prorogherà il suo mandato e per quanto. Parentesi nella parentesi: domani, giovedì 5 maggio, scade anche il commissario di Piombino Luciano Guerrieri, anch’egli in attesa di (sperata) proroga. E come già nella precedente scadenza, al momento in cui andiamo in macchina niente si sa. La scelta del governo per Piombino potrebbe essere indicativa anche per Livorno.

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Torniamo alla BEI. Il prestito è stato sottoscritto a Palazzo Rosciano dal commissario Giuliano Gallanti, dal vicecapo del dipartimento operativo della BEI per l’Italia e Malta Alessandro Izzo, dal notaio Gianluca Grosso, presente anche il responsabile BEI dell’istruttoria, Andrea Kirschen. Sull’utilizzo dei fondi ha riferito anche Simone Gagliani, dirigente amministrativo dell’Authority, affiancato dall’avvocato Sara De Maria.
I 90 milioni sono finalizzati a tutta una serie di impegni su opere pubbliche che in questo modo non esauriranno i fondi di normale amministrazione dell’ente. Con la speranza, nemmeno troppo segreta, che la valutazione della BEI su Livorno possa aiutare al momento in cui si tratterà di avere i mutui dei famosi 200 milioni promessi per la Piattaforma Europa. La cui gara, ricordiamo, si dovrebbe concretare con le offerte dei gruppi interessati da presentare entro il 30 giugno, salvo rinvii (come sta avvenendo per la seconda volta per la gara della Porto 2000).

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Ed ecco i lavori cui sono destinati i 90 milioni di mutuo BEI.
“I soldi – ha ricordato Gallanti – serviranno per finanziare i principali lavori programmati nel triennio 2016/2019. Si tratta di un piano triennale che presenta un fabbisogno di spesa di 121 milioni di euro. L’attraversamento con Microtunnel del Canale Industriale; l’approfondimento degli accosti della Darsena Petroli; la costruzione del nuovo capannone di stoccaggio della cellulosa in prossimità della Calata Pisa; i lavori di riqualificazione e consolidamento della Calata del Magnale; il riprofilamento del Canale di Accesso sia presso la Torre de Marzocco che presso la Banchina Tripoli.

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Pubblicato il
4 Maggio 2016

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