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Primi riscontri sul nuovo Panama Canal critici gli USA, ma per ora tutto va bene

Secondo il New York Times potrebbero intervenire problemi al cemento armato, di profondità e di portata d’acqua alle chiuse – E nasce la concorrenza con Suez

NEW YORK – Non è piaciuto affatto ai media Usa il colossale successo del nuovo canale di Panama, realizzato in 7 anni di lavori, 40 mila persone al lavoro e 6 miliardi di dollari di spesa, con il contributo importante delle italiane Salini-Impregilo. Con un servizio giornalistico ad effetto, anche il New York Times ci era andato giù duro nei giorni dell’inaugurazione, parlando di “tanti guai” del canale e mettendo in dubbio la bontà del cemento armato, la larghezza effettiva delle nuove tratte ed anche la loro profondità, insufficiente alle Post-Panamax a pieno carico.
[hidepost]C’è chi ancora oggi, a più di due mesi dall’inaugurazione e a centinaia di transiti avvenuti senza problemi, continua a “sparare” sul canale. Tanto che i difensori dell’impresa avanzano malignamente il sospetto che agli USA bruci tanto perché l’offerta delle imprese statunitensi, con la potente Bechtel come capofila, era stata subissata da quella del consorzio vincitore (Grupo Unido por el Canal) composto oltre che dagli italiani di Salini-Impregilo anche dai belgi della Jan De Nul, dagli spagnoli della Sacyr Vallehermoso e dai panamensi della Costructora Urbana.
Su una cosa i critici americani hanno avuto ragione: l’offerta dei vincitori del GUPC, di 3,12 miliardi di dollari, era stata considerata “ridicolmente sottostimata” rispetto al lavoro da svolgere; circa 1 miliardo di dollari meno di quello che avevano offerto i concorrenti Usa. Poi si è visto che il canale è costato, di fatto, a un filo dei 6 miliardi di dollari, in parte anche per far fronte alle difficoltà geologiche e tecniche, ma anche per la difesa ambientale imposta dalle associazioni ecologiste.
A parte le code di critiche – in particolare viene messa in dubbio la tenuta del cemento – che ancora trovano spazio sui media Usa, i primi due mesi di attività hanno invece confermato che non ci sono stati grossi problemi. Qualche aggiustamento è stato necessario, ma le navi – dice l’Authority del canale – passano e passano bene. Per il momento anche il timore che il lago che alimenta le chiuse non ce la faccia in regime di siccità non ha avuto conferme. Una cosa è certa: il nuovo canale di Panama sta cominciando a fare concorrenza al nuovo canale di Suez che infatti ha abbassato di recente le tariffe. La sfida è dunque aperta.

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Pubblicato il
31 Agosto 2016

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