Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Trasportounito ironizza sul ponte sullo Stretto

L’associazione rilancia in alternativa una politica di start-up di aggregazioni per le Autostrade del mare

ROMA – Ponte sullo Stretto? Se l’Italia fosse un paese civile – scrive in una fulminante nota Trasportounito – di fronte alle priorità e alle emergenze che deve affrontare e a uno squilibrio nei conti e in una spesa pubblica che è totalmente fuori controllo, anche solo rilanciare l’idea di questa opera equivarrebbe a una bestemmia.
Al di là delle motivazioni politiche-referendarie – continua la nota del presidente Maurizio Longo – viene da porsi un interrogativo.
[hidepost]Per chi verrebbe costruito questo ponte? Non certo per un autotrasporto che sta scomparendo, che è annientato dai debiti e che sopravvive solo operando ai margini della legalità. Non certo per un autotrasporto letteralmente abbandonato a se stesso in un paese che continua a trasportare più dell’80% delle merci su strada e che consente un sistematico degrado di questa filiera, preda della criminalità e dell’illegalità e diventata (come purtroppo i media documentano quotidianamente) una bomba sulla sicurezza grazie al fatto che il “minor costo possibile” dei servizi di trasporto, ormai senza tutele e controlli nei confronti di chi commissiona tali servizi, schiaccia inesorabilmente sulla strada la costante destrutturazione settoriale e quindi sociale.
Su quel ponte viaggerebbero – continua polemicamente Trasportounito – Tir guidati da extra comunitari con dieci patenti, Tir con treni di gomme al limite dell’esplosione, insomma Tir guidati per ore usurati insieme ai loro conducenti. Tutto questo perché non ci sono le capacità di strutturare un sistema più economico e lungimirante dell’infrastruttura del mare. Infatti, almeno per quanto riguarda la movimentazione delle merci da e per la Sicilia-Calabria, sarebbe molto meno costoso, anche se richiede un management politico adeguato, finanziare start-up di aggregazioni di imprese per rafforzare attività alternative al tutto-strada.
Parlare in questo paese (lo stesso che ha rinunciato alle Olimpiadi rendendo pubblica la sua impotenza a combattere illeciti, appalti truccati e corruzione) di Ponte sullo Stretto – conclude Longo – non ipotizzando neppure una verifica sul campo su quali sono i reali flussi di traffico attesi da economie in declino come quella del Mezzogiorno, significa tutto meno che sviluppo.

[/hidepost]

Pubblicato il
12 Ottobre 2016

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio