Fincantieri verso la Cina ma in Italia mancano ingegneri

Il carico di lavoro assicurato fino al 2027 e in due anni più di 500 assunzioni nella società che continua a crescere

Giuseppe Bono

TRIESTE – Una frecciata a chi si ricorda di Fincantieri solo in occasione di aspetti negativi, il futuro in Cina e un appello per sostenere i corsi di laurea in Ingegneria navale: così Giuseppe Bono protagonista, al Propeller Club di Trieste. L’amministratore delegato di Fincantieri era stato invitato per ritirare il “Premio Propeller d’Oro 2016”, attribuito appunto a Fincantieri.
“E’ una delle prime cerimonie alle quali partecipo, sono sempre stato in disparte, ma ho voluto accettare perché finalmente qualcuno in Regione si accorge che c’è Fincantieri non soltanto quando si parla di amianto o di processi”. Queste le parole di Bono commentando con estremo piacere l’attribuzione del premio alla società che, alla sua guida, ha costruito ben 56 navi, passando da un solo cliente ad essere il riferimento delle maggiori compagnie di navigazione, soprattutto per quanto riguarda le navi da crociera. Il tutto dopo avere ristrutturato un’azienda che, all’epoca, era completamente nelle mani dello Stato.
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