Lorenzini, Msc viene a casa

Niente guerre tra terminal ma solo una logica scelta da azionista

Enio Lorenzini

LIVORNO – “Sono scelte armatoriali, alle quali noi dobbiamo prima di tutto prepararci”. Così, in termini lapidari, dal terminal Lorenzini il primo commento a caldo dopo la notizia, ormai confermata da tutte le fonti, del servizio Msc/Hapag Lloyd per il sud America orientale che da gennaio scalerà la sua banchina della sponda Est in Darsena Toscana, abbandonando il TDT.
Mantenendo come di consueto un low profile, Enio Lorenzini tuttavia non ha gradito certi titoli di stampa sulla “guerra” tra i due terminal. Che in effetti guerra non è, per lo meno da parte sua, né è stata ad oggi dichiarata dall’altra parte. E’ la libera concorrenza nel libero mercato dei traffici.
[hidepost]In quanto ai richiami che sarebbero pervenuti a palazzo Rosciano di vigilare sulla concessione “multipurpose” del suo terminal, Lorenzini si è preso il gusto di ricordare – con vis polemica tutt’altro che bonacciona – che a fine 2016 il plafond dei contenitori sui suoi accosti sarà lo stesso di quello del 2015, quindi perfettamente nelle regole. Aggiungendo quindi – in cauda venenum – “che la nostra impresa ha fatto e sta facendo investimenti fortissimi per stare al passo con i tempi ed è l’unica da sempre ad aver rispettato fino in fondo il “piano d’impresa” sulla quale viene stipulata la concessione”.
L’impresa infatti sta investendo da tempo con forti acquisizioni sia nel settore dei mezzi di sollevamento, sia negli altri comparti operativi per migliorare la già ottima resa. “Non facciamo la guerra a nessuno – ha ribadito Enio Lorenzini – e non ci aspettiamo atti di guerra. Ma è chiaro che non siamo disposti a subire”.
L’ovvia considerazione aggiunta – e già rilevata anche in precedenti nostri articoli – è che la scelta di Msc di portare il joint service con Hapag Lloyd sulla sponda Est appare come la logica conseguenza a livelli armatoriali dell’essere entrata nella Lorenzini con una robusta partecipazione azionaria. E sarebbe stato dunque singolare – viene fatto ancora una volta rilevare – non favorire il proprio investimento, ove possibile come in Darsena Toscana, con il traffico.
A.F.

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