Rete ferroviaria cargo del nord-ovest: ma serve davvero il “buco” di Genova?

ROMA – Si avvicina la data della presidenza italiana del G7 Trasporti & logistica, che ha visto già incontri propedeutici a Livorno, a Roma e a Bruxelles. E malgrado i tempi dei passaggi dalle enunciazioni ai fatti continuino ad essere eccessivi, la speranza che dal G7 di Cagliari (il 21 giugno prima riunione ufficiale del nuovo corso) emergano decisioni operative è al centro del cluster marittimo e non soltanto. Dalla riunione a Roma degli esperti dei ministri dei trasporti di Italia, Canada, Germania, Giappone, Francia, Regno Unito e Stati Uniti (più una rappresentanza della commissione Ue) è emersa più che altro una volontà politica, quella di “individuare strategie politiche atte a promuovere il valore sociale delle infrastrutture del trasporto”. Non molto, sul piano operativo. Forse andrà meglio dal 6° vertice di Taormina, il 26 e 27 maggio prossimi, anche se i temi continuano ad essere più velleitari (“riduzione delle disuguaglianze”) che non sulle scelte dei sistemi trasportistici che da anni l’Ue va indicando come prioritari.

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