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Assoporti: rifondazione verso la Ue

Zeno d’Agostino

ROMA – Non ci ha messo molto, il neo-presidente di Assoporti Zeno D’Agostino, a sottolineare che l’associazione delle Autorità di sistema portuali deve cambiare profondamente. Quasi da riformare. E pur senza tagliare il cordone ombelicale con la “vecchia” Assoporti, che era espressione di 24 Autorità portuali, la “nuova” ha la necessità di ricrearsi un target, per non essere di fatto cancellata dagli organismi governativi e ministeriali che la Riforma Delrio ha ipotizzato.

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La nuova linea, ha dichiarato recentemente D’Agostino, deve partire da un nuovo statuto. Che sarà varato a giugno, con l’attribuzione ai vicepresidenti di cariche operative molto concrete. C’è da ricostituire quasi tutto. Con Palmiro Mariani che copre provvisoriamente il ruolo di segretario generale – lasciato da Paolo Ferrandino che è migrato alla segreteria generale di Ancona – occorre dare una copertura definitiva alla carica. Anche i vice sono scaduti e vanno rimpiazzati. A questo proposito c’è chi ha colto nel messaggio di D’Agostino (“Vanno ricostruiti i rapporti internazionali dell’associazione”) un apprezzamento e anche un invito a Giuliano Gallanti, che di Espo – l’associazione dei porti europei – è stato apprezzato presidente. Del resto, ha detto giustamente D’Agostino, “oggi i tavoli che contano sono quelli delle associazioni dove si riesce a fare lobby a livello europeo”. Molto chiaro. Altro indirizzo chiaro della nuova Assoporti è quello di formulare al governo una proposta concreta e articolata sul lavoro portuale. “Insieme ai sindacati – ha specificato – ma con idee che tengano conto del quadro internazionale”. Dalla prossima settimana si dovrebbe cominciare a parlarne anche nel governo. Auguri.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
3 Maggio 2017

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