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Bacino galleggiante eterno rimpallo ultimatum di Corsini

LIVORNO – E’ diventata senza fine la diatriba – assicurativa e operativa – sulla liberazione del bacino di carenaggio “Mediterraneo”, bloccato dal relitto della navicella oceanografica Urania ormai da un anno e mezzo, con notevoli danni alle riparazioni navali e allo stesso cantiere Benetti. Il rimpallo di responsabilità sul piano assicurativo ha fatto rinviare già due volte la data che era stata assicurata a Benetti – gestore affidatario del bacino – e all’Autorità di sistema portuale. Tanto che il presidente Stefano Corsini ha rotto gli indugi e in queste ore ha inviato un ultimatum  ai responsabili del relitto, che è appoggiato all’agenzia Bonistalli, minacciando di chiedere i danni anche a nome della operatività del porto. Come noto il magistrato ha completato le sue indagini e i periti hanno anch’essi chiuso il loro lavoro.

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Sembra che uno dei punti del contendere sia stata la decisione dell’armatore dell’Urania di dichiarare formalmente l’abbandono del relitto, il che avrebbe consentito se non altro di intervenire a liberare il bacino dal relitto stesso, con un sistema di carrelli “millepiedi” già programmato dalla stessa Benetti. Il progetto prevedeva di spostare il relitto sul piazzale prospiciente al bacino e qui tenerlo in attesa della decisione – abbastanza scontata – di demolirlo. Ma le assicurazioni P&I di Londra avrebbero rifiutato l’abbandono del relitto, rimettendo tutto in gioco. Da qui l’intervento ultimativo del presidente Corsini, consapevole dell’importanza di avere il bacino galleggiante funzionale anche per poter concludere la gara – congelata da quasi due anni – per la gestione dell’intero sistema carenaggi. Da palazzo Rosciano si attende un’informativa ufficiale e ultimativa. Sperando che poi, se continuerà il rimpallo di responsabilità, si intervenga definitivamente: se necessario anche Manu Militari, come si diceva ai vecchi tempi.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
21 Ottobre 2017

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