Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti
IMMOBILIARE

AAA qualità della vita cercasi: caccia al casolare o alla villetta nel verde

Carratelli: è una tendenza nata col Covid, ma non mostra rallentamenti

FIRENZE. «La domanda di casolari, ville indipendenti e proprietà immerse nel verde in Toscana continua a crescere e non mostra segnali di rallentamento». Parola di Gabriele Carratelli, che guida la holding di famiglia insieme ai fratelli Simone e Marco: sedi in Toscana, Roma e Puglia con un ventaglio di affari nel segno chic fra immobili, vini, opere d’arte, interni e ristrutturazioni «È una tendenza avviata durante l’emergenza Covid – afferma – ma, a distanza di anni, si è consolidata come una scelta strutturale per una fascia sempre più ampia di acquirenti, italiani e internazionali».

Anzi, nel settore immobiliare questo segmento nella fascia alta o comunque medio-alta della gamma è diventata una sorta di locomotiva del mercato, ma con una declinazione sotto il segno della voglia di una natura a portata di mano: «La ricerca di abitazioni spaziose, dotate di giardino e collocate in contesti rurali o semi-rurali – spiega Carratelli – resta uno dei principali motori del mercato. La spinta verso case più grandi, ville private e casolari con spazi esterni è partita con il Covid, ma non solo non si è esaurita: continua con forza».

A giudizio di Carratelli, oggi questa esigenza risponde a «un nuovo modo di vivere e lavorare: privilegia la qualità della vita, il contatto con la natura e la possibilità di avere ambienti più versatili», afferma l’esperto operatore.

Ma quali sono le aree più coinvolte in questo sprint della domanda? Carratelli indica: Toscana, Umbria e Lazio. «Sono territori che uniscono paesaggio, autenticità e collegamenti strategici con i principali centri urbani. Qui si concentra l’interesse per proprietà indipendenti, spesso ristrutturate o da ristrutturare, capaci di offrire privacy, ampi spazi e contesti di valore storico e ambientale». Le richieste provengono tanto da famiglie che da investitori: ovviamente le une in cerca di un ambiente da vivere, gli altri immaginando di poter ricavare redditività da questa spinta del mercato. Comunque, per Carratelli una cosa è certa: «Non si tratta più di una tendenza temporanea, ma di una trasformazione profonda del mercato residenziale, che premia immobili in grado di garantire spazio, indipendenza e vivibilità». È una “onda lunga” – afferma – e «continuerà a influenzare il settore anche nei prossimi anni, ridisegnando le priorità degli acquirenti e il valore delle proprietà fuori dai grandi centri urbani».

Pubblicato il
5 Febbraio 2026

Potrebbe interessarti

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio