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Il corridoio del brennero per “connettere l’Italia”

 

Nella foto: Ennio Cascetta

TRENTO – “Il Corridoio del Brennero per connettere l’Italia. Un’opportunità per il Trentino e per il Paese” è stato, come già riferito nei giorni scorsi dalla stampa quotidiana, il tema del convegno nazionale di giovedì a Trento, Palazzo della Provincia, alla presenza del ministro Graziano Delrio e del presidente della Provincia Autonoma di Trento, Ugo Rossi. L’evento è stato promosso e organizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la Provincia Autonoma di Trento, Comune di Trento, Ram-Infrastrutture Logistica e Trasporti spa, Università di Trento e Confindustria Trento.

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Non si è trattato, come ha confermato il dibattito in streaming trasmesso nella stessa giornata, di un workshop limitato all’area trentina. I riflessi del “corridoio” del Brennero sulle comunicazioni ferroviarie tra l’Italia centro-settentrionale e l’Europa centrale sono, come noto, importanti sia nel quadro delle reti TEN europee, sia per fare dei sistemi portuali sia in Adriatico che sul Tirreno dei nodi focali in concorrenza, o almeno in parallelo, con i grandi scali del nord.

Con “Connettere l’Italia”, il nuovo piano strategico per la mobilità del Paese, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – ha detto Delrio – ha promosso lo sviluppo di un sistema logistico e dei trasporti sostenibile, fondato sulla integrazione modale e sull’intermodalità, sulla valorizzazione del patrimonio infrastrutturale esistente e sulla realizzazione di nuove infrastrutture che siano innanzitutto “utili e condivise”.

Tale sistema logistico – sempre nella strategia del ministero – è volto a migliorare l’accessibilità di tutto il territorio, sia in ambito nazionale, sia in ambito europeo, attribuendo grande rilevanza al sistema portuale nazionale, ai corridoi transalpini e al sistema ferroviario. Quest’ultimo, rappresentando l’elemento più efficiente di connessione tra le Alpi ed il Mare, è l’elemento fondamentale su cui basare l’integrazione modale dei flussi.

In questo contesto il corridoio multimodale del Brennero, il più trafficato in ambito transalpino, rappresenta il principale elemento di connessione tra l’Italia e l’Europa e, in prospettiva, non potrà che accrescere il suo ruolo.

La giornata dei lavori di Trento è stata dedicata a presentare e discutere la strategia ed il piano di interventi messi in campo dal Ministero, con un focus specifico sul corridoio del Brennero, allargando l’osservazione alle infrastrutture ed ai nodi lungo la direttrice.

Ne ha parlato tra gli altri Ezio Facchin, commissario straordinario ATB-Fortezza-Verona sulle “Opere di accesso al Tunnel del Brennero”. Ma il vero “focus” del dibattito è venuto dall’intervento di Ennio Cascetta, amministratore Unico di Ram su “Connettere l’Italia e il corridoio del Brennero”.

“C’è stata una produzione di norme, allegati, di un codice appalti e di una serie di atti pubblici che il Parlamento ha approvato per trasformare questa vision in opere e in leggi concrete – ha detto tra l’altro Cascetta -. La politica della mobilità sostenibile si è tradotta in infrastrutture, norme e semplificazione, incentivi per l’uso del ferro, cosiddetto ferrobonus, per il trasporto marittimo, il marebonus, oltre agli incentivi per l’acquisto di nuovi mezzi per il trasporto pubblico locale”.

“Nel Piano “Connettere l’Italia” sono state fatte una serie di scelte e sono state previste una serie di priorità. Sono stati selezionati 108 interventi necessari per il Paese – ha aggiunto l’amministratore unico di Ram – tra cui grandi e piccole opere di qualche decine di milioni di euro. Il valore complessivo degli interventi è di 130 miliardi di euro per progetti che sono pronti e si devono fare. Nel documento sono previste anche altre opere ancora da finanziare, sono progetti che si possono introdurre successivamente nel tempo. Noi guardiamo al 2030, perché senza sguardo lungo queste scelte infrastrutturali non hanno senso. In 15 anni l’Italia spenderà 150 miliardi di euro con opere che realizzano questa visione strategica”.

Il ministro Graziano Delrio, e il presidente della Provincia Autonoma Ugo Rossi hanno concluso con l’amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana Spa Maurizio Gentile che ha confermato l’impegno pluriennale – prima volta nella lunga storia delle Ferrovie Italiane, in passato sempre focalizzate sui passeggeri e poco sulle merci – per realizzare quella “cura del ferro” che il governo ha lanciato finalmente con grande convinzione.

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Pubblicato il
20 Dicembre 2017
Ultima modifica
29 Dicembre 2017 - ora: 16:25

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