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Concessioni portuali, direttiva Delrio (tirata d’orecchie all’Autorità ART?)

Graziano Delrio

ROMA – È da tempo che la crescita esponenziale delle Agenzie di regolazione viene vista con crescente preoccupazione dagli operatori. E nello stesso tempo, c’è chi lamenta che il tradizionale, storico referente, ovvero il ministero (nella fattispecie, il ministero delle Infrastrutture e trasporti) è stato di fatto depotenziato, con la riduzione del personale anche di vertice e la cessione di competenze all’esterno: tavoli di concertazione gestiti da altri, esperti, Agenzie. La pretesa dell’Agenzia di regolazione dei Trasporti (AR) di farsi mantenere dai settori della logistica che deve regolare (con un budget che sfiorerebbe i 20 milioni all’anno) è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E il ministro Graziano Delrio, che aveva promesso di intervenire nei limiti delle proprie possibilità nel recente incontro con i presidenti delle AdSP, adesso ha predisposto una direttiva che dicono sia stata inserita all’ultimo tuffo nel testo dei “correttivi” della Riforma, testo già firmato dal presidente della Repubblica ma non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

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Circolerebbe tra gli addetti ai lavori una bozza del testo della direttiva Delrio in merito: che a quanto si dice, rispetta le attribuzioni dell’ART ma in termini diplomatici quanto basta richiamerebbe anche quest’ultima a non gravare sui “controllati” e in particolare sulle concessioni. Quello che un po’ tutte le organizzazioni di categoria, a partire da Confetra (vedi anche il Quaderno abbinato a questo giornale) hanno sollecitato e sollecitano. Nella speranza che il problema si risolva con una direttiva: che come tutti sanno, non ha la forza di legge ma dovrebbe far capire a chi intende capire.

(A.F.)

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Pubblicato il
7 Febbraio 2018
Ultima modifica
13 Febbraio 2018 - ora: 10:12

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