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La polemica: ma serve?

LIVORNO – Se l’esperienza conta più delle promesse, l’impianto di elettrificazione della banchina Sgarallino a Livorno fino ad oggi è stato un flop. Ovvero, dopo l’inaugurazione, fatta nel 2016 con il ricorso a una fregata della Marina Militare, non c’è stata una nave che l’abbia utilizzato. È costato relativamente poco, 3,5 milioni di euro in buona parte finanziati dal ministero dell’Ambiente: ma se non viene usato, davvero a che serve?

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La realtà è più complessa. L’impianto che trae energia elettrica dalla rete terrestre e la mette a disposizione delle navi che ormeggiano in banchina, fa parte delle normative che l’UE ha diramato per ridurre l’inquinamento ambientale nei porti, consentendo di spegnere sia i motori sia i generatori a carburante tradizionale. Però a Livorno l’impianto è rimasto “orfano”: nel senso che non ci sarebbero navi adatte a collegarsi, salvo le pochissime militari che per motivi strategici hanno montato i collegamenti in questione. Serve allora continuare su questa strada, come intende fare Genova? Serve, specialmente adesso che sembra sia stata scelta da buona parte degli armatori la strada alternativa del carburante GNL, che risolve il problema dell’inquinamento?

E’ stato fatto notare che la direttiva della UE, che spinge per l’elettrificazione delle banchine entro il 2025, non è stata modificata: e quindi rimane in vigore. È stato anche ricordato che se ad oggi le navi dotate di connessioni con le prese elettriche in banchina sono poche – anzi, in Mediterraneo pochissime – non è detto che nel prossimo futuro rimangano mosche bianche.

A Genova l’impianto programmato – e nei giorni scorsi appaltato – avrà caratteristiche molto avanzate, facendo tesoro anche di quanto realizzato a Livorno. Rimane da capire che ne pensano gli armatori, specialmente quelli che a Genova hanno accosti continui. E che per adesso non si sono pronunciati.

(A.F.)

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Pubblicato il
11 Aprile 2018

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