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Civitavecchia scivola sulla buccia di banana?

CIVITAVECCHIA – Le banane Chiquita, uno dei marchi più diffusi in Italia e in Europa di banane dal sud America, hanno creato una piccola ma feroce “guerriglia” sulle banchine del porto. Una situazione che ha portato la settimana scorsa a dirottare due navi della Maersk con alcune decine di contenitori reefer contenenti le banane dalle banchine di Civitavecchia a quelle del Tdt livornese. Da entrambe le parti si è parlato di scelte provvisorie in attesa di chiarimenti con il presidente di Civitavecchia di Majo, che ha applicato alla lettera le decisioni del TAR sull’utilizzo di banchine pubbliche. E lo stesso presidente di Livorno Corsini, nell’ambito di una conferenza stampa su “Porto aperto” si è dichiarato in linea di principio d’accordo sulle decisioni del collega laziale.

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Come in tutte le guerre e guerriciole tra porti, si conferma il vecchio detto di Gianluigi Aponte: le navi hanno l’elica e quindi hanno l’ultima parola, spostandosi dove trovano migliori condizioni operative. La bagarre di Civitavecchia è il risultato di una normativa nazionale che riserva le banchine pubbliche a traffici non di linea, mentre questi ultimi devono operare in aree in concessione. Un problema nazionale, che investe – com soluzioni diverse e con diversi compromessi – molti altri porti. E sui quali, al di là del TAR, ci si aspetterebbe una direttiva nazionale finalmente esaustiva e senza scappatoie.

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Pubblicato il
17 Novembre 2018
Ultima modifica
23 Novembre 2018 - ora: 18:09

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