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Inquinamento marino sotto tiro: blitz su di una nave nel porto

Nella foto: I controlli in mare da parte della Capitaneria di porto.

LIVORNO – Nei giorni scorsi, il personale della Guardia Costiera di Livorno (Servizio Port State Control – PSC, in collaborazione con il Nucleo Operativo Polizia Ambientale – NOPA), ha eseguito un’ispezione a bordo di una nave cisterna adibita al trasporto di sostanze chimiche per acquisire i documenti relativi al carico ed un campione del prodotto trasportato.

L’attività, diretta dalla Procura di Livorno, è stata condotta, nell’ambito delle indagini avviate dai militari della Capitaneria di porto di Livorno a seguito di una segnalazione di inquinamento, pervenuta in data 06/03/2019 da parte del servizio satellitare clean sea net dell’EMSA (Agenzia di sicurezza marittima europea), tramite la Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma.

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L’unità in argomento è stata sottoposta ad investigazione ai sensi della convenzione “MARPOL 73/78” da personale PSC, dalla quale sono emersi elementi tali da far ritenere che la nave in questione, nel proprio viaggio da Venezia a Vasto, abbia trasportato un prodotto che non risulta attualmente “categorizzato” dalle norme internazionali riguardanti il trasporto di sostanze liquide nocive: il P.O.M.E. (Palm Oil Mill Effluent).

Le indagini si sono concentrate soprattutto sulle operazioni di lavaggio delle cisterne per la rimozione dei residui del carico, operazioni che dagli accertamenti sono avvenute, nel viaggio tra il porto di Vasto e quello di Milazzo, ultimo scalo prima di giungere a Livorno, proprio in corrispondenza del luogo dove il satellite segnalò il potenziale inquinamento.

Gli ispettori della Guardia Costiera, a seguito delle prime indagini svolte hanno riscontrato violazioni alla convenzione internazionale Marpol per la prevenzione dell’inquinamento provocato dalle navi.

Gli accertamenti di Polizia Giudiziaria hanno fatto emergere le responsabilità del Comandante della nave, che è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Livorno, per il reato di inquinamento marino previsto dal Decreto Legislativo 202/2007.

L’inquinamento provocato dalle navi – sottolinea la Capitaneria di porto – costituisce un grave pregiudizio per l’ecosistema marino e la sua scoperta richiede organi di polizia giudiziaria altamente specializzati ed una organizzazione in grado di mettere in campo una molteplicità di strumenti integrati per il raggiungimento di risultati altrimenti impossibili da conseguire. L’opera di prevenzione e contrasto all’inquinamento marino è annoverata tra i compiti prioritari della Guardia Costiera.

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Pubblicato il
10 Luglio 2019

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