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Il GNL ma anche scrubbers le ricette per le full-container

Bud Darr

GINEVRA – Il gas GNL c’è ed ormai è abbondante. E molte navi anche di grandi dimensioni stanno puntando ad utilizzarlo con motorizzazioni ibride o addirittura solo a gas. Ma se il “verdismo” imperante sta rispondendo in questo modo alle normative IMO di prossima entrata in vigore, ci sono ancora molte preoccupazioni per la rete di rifornimento nei porti (e non solo) che, in particolare in Italia, stenta a decollare. Tanto che secondo il gigante armatoriale MSC, il gas naturale liquefatto non sarebbe ancora la soluzione per le navi container in relazione ai nuovi limiti del contenuto di zolfo nelle emissioni navali che entreranno in vigore il prossimo 1° gennaio.

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Bud Darr, executive vicepresidente per le politiche marittime e gli affari governativi della società armatoriale italo-svizzera lo ha dichiarato apertamente all’ultima edizione dell’Hansa Forum di Amburgo. Con un impegno: MSC sulle portacontainer rispetterà i dettami di IMO2020 con una combinazione di bunker low-sulphur e di exhaust gas cleaning systems, ovvero i più avanzati scrubbers. Alphaliner da parte sua conferma che MSC è il primo liner al mondo per numero di scrubbers, installati o da installare su 250 navi su un totale di 564.

Bud Darr ha citato tra i problemi per le portacontainer la scarsa disponibilità nei porti di apposite stazioni per il bunkeraggio. A bordo inoltre sono richiesti serbatoi molto capienti per le lunghe navigazioni, che comportano di “rubare” spazi preziosi per il carico, in tempi di noli bassi. Diverso il caso dei traghetti, che possono rifornirsi anche di modeste quantità di gas durante le frequenti soste in porti pre-determinali; e per le navi da crociera. Ma il problema delle stazioni di servizio di GNL rimane: e secondo esperti della stessa OLT, che gestisce il rigassificatore offshore al largo della Toscana, è un problema legato alle lunghe e costose pratiche di una burocrazia eccessiva per installare un distributore portuale. Intanto incalza la tecnologia dell’idrogeno, che sarà probabilmente la soluzione definitiva entro una ventina d’anni.

Tornando a MSC, la compagnia adotta le più moderne tecnologie per l’efficienza: eliche più performanti, bulbi che riducono il consumo e quindi le emissioni di CO2.

Inoltre – ha detto ancora Bud Darr ad Amburgo – “monitoriamo costantemente le nostre performance ambientali e abbiamo implementato una serie di misure operative per ridurre ulteriormente le emissioni l’impatto delle nostre attività”.

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Pubblicato il
7 Dicembre 2019

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