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FederPetroli bacchetta Fioramonti

ROMA – “Le parole del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, riferite di recente da molta stampa, sono una grande mancanza di rispetto e una vergogna per le aziende del Mondo dell’Oil & Gas internazionale ed in particolar modo per migliaia di lavoratori che fanno grande la nostra ENI e tutto l’indotto che vive grazie al petrolio”. Queste le dure parole del presidente di FederPetroli Italia Michele Marsiglia dopo le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione durante il Cop25 a Madrid.

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“Con tutto il rispetto, il ministro questa volta non è stato in grado di comprendere la gravità delle affermazioni inerente un’azienda energetica di uno Stato, come l’ENI. Un ministro, che rappresenta uno Stato è totalmente irresponsabile nel pronunciare dichiarazioni del genere. Questa è la nostra Pubblica Istruzione? Fioramonti non ha forse pensato ai migliaia di azionisti, a piccoli e medi risparmiatori, alle migliaia di aziende, alle famiglie che hanno investito i loro risparmi da anni nel titolo ENI? – continua Marsiglia – penso proprio di no. Bisognerebbe che le Autorità di Controllo dei Mercati e la CONSOB potessero riconoscere un ipotetico reato di ‘interferenze sulle comunicazioni di mercato’; in questo modo il Ministro si assumerebbe tutta la responsabilità penale nel qual caso il titolo ENI nei prossimi giorni crollasse sulle Borse Internazionali”.

Continua il presidente di FederPetroli Italia: “Confidiamo che il presidente del Consiglio Conte ed il Parlamento Italiano vadano a fondo su tutto questo e che il ministro dell’Istruzione riferisca nelle dovute aule parlamentari su quanto dichiarato. Invito il ministro a fare un giro con noi in Basilicata, a Ravenna e poi Libia, Iran, Nigeria, Kuwait, Kazakistan per poi ripartire con un nuovo planning internazionale e stringere la mano, cantiere per cantiere a tutti quei lavoratori che vivono con il petrolio. L’industria dell’Oil & Gas da tempo – ha detto ancora Marsiglia – sta investendo in forme di energia diverse e con alta eco-sostenibilità; non servono stupidi proclami davanti ad una platea internazionale come quella del Cop25, ma il ministro evidentemente non è al corrente di quanta sofferenza l’Industria energetica italiana sta attraversando negli ultimi anni per una mancata Strategia Energetica Nazionale e con il continuo e ridicolo blocco di qualsiasi autorizzazione. Una vergogna che prima o poi finirà, caro ministro, prima del petrolio” conclude Marsiglia.

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Pubblicato il
18 Dicembre 2019

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